Bilancio di esercizio 2019 dell’Ausl Romagna: investimenti in infrastrutture e tecnologie

Per quel che riguarda il personale, a fine 2019 gli operatori in servizio erano 15.443 contro i 14.407 del 2014 con un aumento di 1.036 unità

Lunedì mattina si è riunita la Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria (Ctss), il “parlamentino” dei 73 Sindaci e dei 3 Presidenti di Provincia della Romagna, che si occupa della sanità romagnola. La Ctss ha preso in esame il Bilancio di Esercizio 2019 dell’Azienda Usl della Romagna, che ha un valore di oltre due miliardi e mezzo di euro e lo ha approvato all’unanimità dei partecipanti e con una percentuale dell'85,55 per cento dei cittadini rappresentati. Nel presentarlo, il sub commissario (già direttore amministrativo) dell’Ausl Romagna, Franco Falcini, ha evidenziato come il bilancio si sia chiuso con un risultato di gestione positivo. Infatti, l’utile figurativo di circa 923 euro è perfettamente in linea con gli obiettivi economici di equilibrio, assegnati dalla Regione all’Ausl Romagna. Fra le voci più significative vi sono quelle relative al personale ed agli investimenti.

Per quel che riguarda il personale, a fine 2019 gli operatori in servizio erano 15.443 contro i 14.407 del 2014 con un aumento di 1.036 unità, soprattutto personale clinico e dell’assistenza (medici ed infermieri). Nel solo anno 2019 vi è stato un saldo positivo - nonostante “quota 100” e nonostante la nota difficoltà a reperire medici sul mercato del lavoro, già in periodo pre-Covid – di 141 unità di personale e in particolare al netto dei pensionamenti vi è stato un incremento di oltre 50 tra medici e dirigenti tecnici (psicologi, sociologi e farmacisti principalmente) e una novantina tra infermieri ed oss, oltre al grande impegno profuso per la stabilizzazione. All'interno di questo dato si colloca anche quello sulla nomina di nuovi direttori di unità operativa: un’ottantina dal 2016, cui se ne aggiungeranno altri nei prossimi mesi.

Quanto agli investimenti, nel corso del 2019 ne sono stati effettuati per oltre 26,7 milioni di euro, di cui la maggior parte in infrastrutture e cantieri (quasi 14 milioni) ed in tecnologie (circa 9,6 milioni). Questo grazie a sopravvenienze (legate alla diminuzione dei sinistri e delle assicurazioni e di spese legali) che hanno permesso di vicariare alla fine dei finanziamenti statali ex articolo 20. Per quanto riguarda la spesa per beni sanitari, vi è stato un incremento, rispetto al 2018, di circa 16 milioni di euro per la specialistica ambulatoriale (che ha consentito di diminuire i tempi d’attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici).

Le buone politiche di bilancio stanno avendo ripercussioni positive anche sui fornitori, con tempi di pagamento che si sono molto ridotti negli anni, e che ora si attestano sui 40 giorni (il tempo indicato dalla normativa è di 60 giorni, anche se raramente le Pubbliche Amministrazioni riescono a rispettarli). Va infine sottolineato che è stata incrementata la spesa sanitaria da parte aziendale per circa 2,6 milioni di euro per disabilità (in particolare autistici) ed anziani.

"Senza mai dimenticare la terribile esperienza che tutti abbiamo dovuto affrontare in questi mesi e che dovremo continuare ad interpretare con prudenza e senso di responsabilità, è comunque positivo poter dichiarare che anche per l’anno 2019 una Azienda così complessa abbia rispettato i vincoli di bilancio che le erano stati assegnati, risultato che è stato peraltro conseguito per tutti gli anni del mandato che si sta per concludere - commenta il commissario Marcello Tonini - Il risultato economico non va comunque anteposto a quanto di buono si è realizzato in termini di sviluppo organizzativo e di risultati sanitari, di cui la comunità professionale e i nostri concittadini dovrebbero andare fieri. Certo il futuro si presenta irto di difficoltà ma chi sarà chiamato a questo compito saprà come affrontarle".

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"Il risultato economico positivo colto dall'Ausl Romagna, che si evince da questo bilancio e che ha contraddistinto anche i bilanci degli anni precedenti, è sicuramente un elemento importante - aggiunge il presidente della Ctss Michele De Pascale - Elemento che deve essere declinato in servizi sempre più puntuali alla nostra cittadinanza, sia a livello ospedaliero sia a livello territoriale: l'esperienza del Covid ci ha mostrato come la sanità pubblica diventi fondamentale in momenti terribili, e decisivi, come quelli che abbiamo vissuto negli ultimi cento giorni. Da questo punto di vista sarà importante una politica di investimenti forti, sia sul fronte infrastrutturale e delle tecnologie diagnostiche, sia naturalmente sul personale clinico ed assistenziale. Anche su questo negli ultimi anni è stato fatto molto ma per per proseguire su questa strada sono indispensabili forti investimenti da parte di Stato e Regione, soggetti coi quali intraprenderemo un dialogo in tal senso".

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