Contro il gelo i contadini illuminano i campi con i fuochi della tradizione dei 'Lòm a Merz'

Qualche agricoltore ha deciso di cercare di proteggere le piante combattendo il freddo ricorrendo a un'antica usanza, i 'Lòm a Merz' (letteralmente 'lumi a marzo'), una tradizione romagnola

Un'immagine davvero suggestiva nel buio della notte: a Faenza, in zona Sarna, qualche agricoltore ha deciso di cercare di proteggere le piante combattendo il freddo ricorrendo a un'antica usanza, i 'Lòm a Merz' (letteralmente 'lumi a marzo'), una tradizione romagnola che vedeva le campagne accendersi tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo. I fuochi duravano anche per tutta la notte, mentre uomini, donne e bambini si radunavano intorno alla fiamma per scaldarsi e 'fare lume a marzo', ossia illuminare il mese che stava arrivando auspicando portasse la primavera.

La fotografia, postata da Maurizio Capirossi sul gruppo 'Sei di Brisighella se', mostra un campo di piante di albicocche pieno di questi piccoli fuocherelli. Si tratta di bidoni pieni di combustibile, come olio o cera che, se accesi, alzano nel campo la temperatura di qualche grado per evitare che le piante gelino e muoiano. "Stiamo tentanto il tutto per tutto per salvare le piante dal gelo - spiega Stefania, proprietaria del campo - Mio marito sta sveglio tutta la notte nel campo per tenere sotto controlli i fuochi. Speriamo che le temperature non scendano ulteriormente".

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