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Il figlio di Zhou You bloccato in casa

Il figlio di Zhou You bloccato in casa

Il titolare del negozio di via Corrado Ricci 'bloccato' in Cina: "Non usciamo di casa da un mese"

Il titolare del Confu Bubble Tea, il 29enne Zhou You ravennate di adozione (abita a Ravenna da quando aveva 4 anni), ci spiega la situazione in diretta dalla Cina

Chi passeggia spesso sotto i portici di via Corrado Ricci, in pieno centro a Ravenna, avrà notato che da oltre un mese risulta chiuso il 'Confu Bubble Tea', il negozio che propone varie tipologie della bevanda che negli ultimi anni ha iniziato a conquistare anche tanti italiani, aperto nella primavera del 2019. Colpa del Coronavirus.

Il titolare, il 29enne Zhou You ravennate di adozione (abita a Ravenna da quando aveva 4 anni), ci spiega la situazione in diretta dalla Cina: "Io e mia moglie abbiamo chiuso il negozio il 19 gennaio per tornare in Cina per il Capodanno cinese. Subito dopo il nostro arrivo è scoppiata l'epidemia, e le città qui in Cina hanno iniziato a "chiudersi". Siamo bloccati qua, non usciamo più di casa da un mese, e nostro figlio passa le giornate a guardare fuori dalla finestra. I genitori di mia moglie sono di Wuhan, e anche loro sono rimasti chiusi in casa fino ad ora. Stiamo bene, ma per non complicare le cose in Italia abbiamo deciso di rimanere in Cina ancora un po', la situazione in Italia è già molto grave e non vogliamo complicare i lavori del Governo italiano: se rientrassimo in Italia ci dovrebbero mettere sotto osservazione per almeno due settimane, e non penso che avrete abbastanza personale sanitario disponibile ora che il Coronavirus ha iniziato a diffondersi, soprattutto se dovesse arrivare anche a Ravenna".

Il giovane racconta di come stanno andando le cose in Cina: "Qua fino a oggi ci sono stati circa 60mila casi già isolati, circa 30mila guariti e 3000 morti. Hanno costruito tanti ospedali temporanei, mentre i pazienti più gravi li portano negli ospedali principali. Possiamo dire che la situazione è quasi sotto controllo, hanno mandato tantissimo personale sanitario. Però siamo preoccupati per l'Italia e per Ravenna: fino a oggi ho visto che tantissimi ancora non stanno considerando la situazione con serietà, mentre parliamo di una cosa molto grave. In Cina tutti collaborano e restano in casa, mentre in Italia vedo che manca questa attenzione. Tanti nostri clienti di Ravenna in questo periodo ci hanno scritto preoccupati per noi, e questo ci dà tanta forza. Non vogliamo provocare il panico, ma Ravenna è la mia seconda casa e voglio che i ravennati stiano attenti".

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