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Venerdì, 14 Giugno 2024
Cronaca Faenza

Disturbi dell'alimentazione, a Faenza una mozione per aprire uno sportello dedicato

Il punto di prossima discussione in consiglio comunale è stato presentato da Marco Neri (M5s): "Si incrementino i servizi sul tema"

Un ordine del giorno sui disturbi alimentari che prevede il monitoraggio, la prevenzione e l’assistenza sul territorio. Questa la mozione presentata nei giorni scorsi dal consigliere comunale Marco Neri del Movimento 5 Stelle, e di prossima discussione in sede consiliare.

La mozione, tra le cui premesse è stata citato il “generale ridimensionamento dei servizi dedicati al trattamento dei disturbi alimentari” a causa di “pandemia e conseguente adeguamento dei posti letto per il trattamento dei malati affetti da covid”, rileva l’aumento significativo dei pazienti assistiti per disturbi alimentari dalle Ausl regionali, visto che solo nei primi mesi del 2022 i numeri riportati dalla Regione avevano evidenziato il raggiungimento della soglia di 1500, cioè di fatto appena 300 persone in meno trattate su scala regionale nell’arco dell’interno anno 2020 e 2019.

Numeri che anche su scala nazionale non lasciano spazio a molti dubbi visto e considerato che “Nel 2022 si stima che in Italia siano 3,6 milioni le persone in carico al sistema sanitario per disturbi alimentari. Nel 2019 erano 2,3 milioni: un balzo, appunto, del 56 per cento. Nel 2021 le chiamate al numero verde 800180969 sono raddoppiate rispetto all’anno prima. E le morti correlate ai disturbi alimentari, da 3.158 che erano nel 2019, sono schizzate a 4.389 nel 2020”.

Anche in considerazione di ciò, era stata sottolineata dalla direttrice del dipartimento di salute mentale dell’Ausl Romagna “la necessità di implementare i servizi sanitari relativi a questo tipo di disturbi, a fronte del drastico aumento dei casi riscontrato in seguito alla pandemia, soprattutto tra giovanissimi”.

“Tenuto conto che - si legge ancora nella mozione - il percorso terapeutico di un soggetto affetto da ‘Dca’ prevede tempistiche lunghe e l’impiego di più figure professionali, come neuropsichiatri, medici nutrizionisti e psicologi; che il ricovero in strutture ospedaliere è previsto solamente in casi di estrema gravità, in cui si rileva un effettivo pericolo di vita per il paziente; che in molti casi, i familiari dei soggetti affetti da disturbi alimentari si vedono costretti a prendere periodi di congedo dal posto di lavoro o, in casi estremi, alla cessazione dell’attività lavorativa a fini assistenziali, in quanto le condizioni di salute fisica e mentale del paziente (spesso si tratta di minori) gli precludono le normali attività quotidiane o, addirittura, l’autosufficienza; ed infine che in Emilia-Romagna, i tempi di attesa per una prima diagnosi e/o per un ricovero all’interno di una struttura ospedaliera hanno visto notevoli miglioramenti nell’arco del 2022, ma risultano esserci ancora notevoli passi avanti da compiere, rispetto quanto è emerso dal materiale consultato e dal confronto con persone direttamente interessate” si vuole impegnare l’amministrazione di Faenza ad un monitoraggio periodico dei dati relativi ai casi di disturbo alimentare sul territorio, al fine di valutare complessivamente i servizi dedicati al trattamento delle problematiche inerenti disturbi alimentari finalizzata alla costruzione di un dialogo costante con gli enti preposti all’erogazione di tali servizi.

Inoltre la mozione prevederà un impegno da parte del comune “di aprire uno sportello ad hoc dedicato al rilascio di tutte le informazioni necessarie che possano fornire un primo appoggio alle famiglie e/o ai soggetti affetti da questa tipologia di disturbi, legati all’alimentazione e più in generale alla salute mentale, oltre ad organizzare e promuovere sul territorio una campagna di sensibilizzazione e informazione sulle tematiche dei disturbi alimentari e dei problemi relativi alla salute mentale tra giovani e giovanissimi”.

In ultimo, il consigliere Neri, ha voluto “richiedere il pieno ripristino dei reparti, ambulatoriali e ospedalieri, dei posti letto e del personale medico-assistenziale, riportando i numeri al quantitativo esistente al periodo pre-pandemico, e laddove le risorse economiche e in termini di personale medico lo permettano, valutare un incremento di tali servizi”.

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