Le mareggiate devastano spiaggia e pineta: "Scelte scellerate per Lido di Dante"

La Riserva Naturale dello Stato “Duna costiera ravennate e foce del torrente Bevano” e la prospiciente spiaggia in zona Lido di Dante sono state devastate in maniera gravissima nel corso delle mareggiate di fine ottobre

Un recente sopralluogo non lascia dubbi: la Riserva Naturale dello Stato “Duna costiera ravennate e foce del torrente Bevano” e la prospiciente spiaggia in zona Lido di Dante sono state devastate in maniera gravissima nel corso delle mareggiate di fine ottobre. "Un patrimonio pubblico in sfacelo, a causa dell’erosione della subsidenza di cui è corresponsabile il prelievo di metano da parte di Eni dai giacimenti di Angela Angelina, come ricordato anche in un recentissimo studio a cura dell’Università di Bologna, Cadice e Florianopolis in cui si scrive che “Gli effetti di subsidenza causati dall'estrazione di gas dalla piattaforma Angela- Angelina si manifestano in un intervallo di 4-5 chilometri dal campo di estrazione con tassi di subsidenza che raggiungono fino a 18 millimetri per anno” - commentano dal meetup "A riveder le stelle" - Angela Angelina dista 2,7 chilometri dalla linea di costa e il campo di coltivazione comprende anche la terraferma. Per tentare di salvare il salvabile di questo patrimonio di tutti i cittadini e per non impoverire ulteriormente l’abitato di Lido di Dante, oltre a far cessare le estrazioni e a provvedere con urgenza alle opere di salvaguardia a mare che dovrebbero essere già in cantiere, dovrebbe essere posta la massima cautela anche nell’uso della Riserva, delle dune ormai distrutte e della pineta. E invece la pineta, invasa dalle acque marine, si stava faticosamente riprendendo dopo il devastante incendio doloso del 2012, ricrescendo e popolandosi di numerose specie. Pare invece che ci sia chi addirittura spinge per aumentare la pressione antropica, riaprendola al transito. Come mai scelte così scellerate davanti a un simile disastro?".

"Per la spiaggia, invece - proseguono dal meetup - una disposizione contenuta nella legge regionale di stabilità 2019 in votazione in questi giorni, prevede una modifica alla legge regionale 16 del 2006 (Valorizzazione del turismo naturista), stabilendo che “La Giunta regionale, con propria deliberazione, nelle aree destinate ai naturisti, possa definire le tipologie di servizi che devono essere presenti in dette aree ed i relativi requisiti, al fine di dotare le stesse di servizi di qualità che abbiano anche elevati requisiti di ecocompatibilità e basso impatto in aree spesso di pregio naturalistico”. Paiono esserci pochi dubbi che le “aree destinate” “spesso di pregio” siano quelle di Lido di Dante, dal momento che altre zone in Regione Emilia Romagna ove vige la pratica naturista non ce ne sono né risultano in progetto. Con quale diritto la Regione delibererà su una Riserva Naturale dello Stato? Su questa e altre questioni stiamo valutando il deposito a breve di una interrogazione al Ministro dell’Ambiente Sergio Costa".

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