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Nuovo piano per l'energia sostenibile e il clima: "Bene, ora concretezza e partecipazione"

"Il piano è anche coerente con l’ultimo rapporto dell’International Resource Panel dell’Unep, che affronta le strategie per ridurre le emissioni di gas serra"

Nella seduta di giovedì, il consiglio comunale ha approvato il Piano d’azione per l’energia e il clima (Paesc), presentato dall’assessore all’Ambiente, Gianandrea Baroncini, con 22 voti favorevoli (Pd, Italia viva, Sinistra per Ravenna, Pri, Gruppo misto, Art.-Mdp, Ravenna in Comune) e 9 astensioni (Gruppo Alberghini, Forza Italia, Lista per Ravenna, Lega Nord, CambieRà, La Pigna). Sono stati presentati anche due emendamenti da Massimo Manzoli (Ravenna in Comune) e Marco Maiolini (Gruppo misto) approvati entrambi con la stessa votazione: 22 voti favorevoli (Pd, Sinistra per Ravenna, Pri, Gruppo misto, Art.-Mdp, Ravenna in Comune, Lista per Ravenna), 4 contrari (Forza Italia, Lega Nord) e 4 astenuti (Gruppo Alberghini, Italia viva, La Pigna).

L’assessore Baroncini ha illustrato il Paesc assieme al dirigente del servizio Ambiente, Stefano Ravaioli, Michele Braglia dell’azienda di consulenza Punto 3 srl e all’architetto Vittoria Mencarini dell’Università di Ferrara. Il Paesc è uno strumento progettuale  e operativo per raggiungere gli obiettivi di miglioramento della situazione ambientale, strettamente legata alla salute delle persone. Nel documento si analizzano gli scenari ipotizzati dagli scienziati al 2100 per capire come incidere entro il 2050 e soprattutto entro il 2030, prossima tappa fissata dall’Europa per la verifica delle politiche sul clima e dall’Onu per le verifiche sull’attuazione della sua Agenda per lo sviluppo sostenibile.

Il Paesc di Ravenna è strutturato su tre documenti specifici relativi a: Mitigazione (riduzione delle emissioni) - partendo dal precedente Paes si effettuano la revisione, l’aggiornamento e l’implementazione delle azioni di mitigazione rilevate e in progetto sul territorio. Attraverso il coinvolgimento dei numerosi portatori di interessi locali, si testimonia il raggiungimento dell’obiettivo minimo di riduzione di almeno il 40% del bilancio di CO2 equivalente sull’orizzonte temporale al 2030, con l’intento di arrivare al 60% come ribadito nella mozione approvata in consiglio comunale (aprile 2019) sulla dichiarazione di emergenza climatica; Adattamento, cioè la strategia di adattamento ai cambiamenti climatici. In questa sezione vengono identificati i principali rischi e vulnerabilità ambientali del territorio per elaborare possibili scelte strategiche finalizzate ad incrementare la resilienza del Comune di Ravenna e della sua comunità nei confronti dei cambiamenti climatici già in atto; Azioni di Adattamento dove sono raccolte le azioni di adattamento e la visione territoriale per una Ravenna resiliente, adattiva, antifragile.

Articolo Uno e Sinistra per Ravenna

Il raggiungimento degli obbiettivi del “piano di azione per l’energia sostenibile (Paes)” di una riduzione del 20% delle emissioni al 2020 rispetto all’anno base 2007 e l’adozione a larga maggioranza del nuovo “piano di azione per l’energia e per il clima (Paesc)” con sfidanti al 2030 di ulteriore riduzione delle emissioni e di crescita delle rinnovabili come minimo al 40%, con l'obiettivo di portarlo al 60% in linea con quanto richiesto dal Parlamento Europeo, sono una buona notizia. Ne sono convinti Articolo Uno e Sinistra per Ravenna, che spiegano: "Tale piano è anche coerente con l’ultimo rapporto dell’International Resource Panel dell’Unep, che affronta le strategie per ridurre le emissioni di gas serra al fine di rispettare gli obiettivi degli accordi di Parigi e mantenere l'innalzamento globale della temperatura entro 1,5/2°. Il dossier individua in particolare due comparti ad alta intensità di carbonio su cui gli autori hanno scelto di concentrarsi, in coerenza con quanto emerge a livello locale dal Paesc: edilizia residenziale e mobilità in particolare veicoli passeggeri. E’ calcolato infatti che nei Paesi del G7 un miglioramento dei materiali, dell'efficienza energetica e l'impiego di energie rinnovabili nel settore delle costruzioni residenziali inciderebbe del 40% sulle emissioni globali e così pure un cambiamento profondo nel settore dei trasporti e in particolare nella produzione e nell'utilizzo delle auto inciderebbe di quasi del 40%. Riteniamo che ora questi temi debbano diventare centrali nella discussione politica e non fermarsi alla sola approvazione di pur importanti documenti di programmazione. Dobbiamo costruire una risposta efficace alla crisi sanitaria, economica, sociale generata dal Covid ed elaborare progetti, in primo luogo sulla trasformazione ecologica, capaci di ottenere quote di risorse europee del Recovery Fund per aprire una fase nuova e avanzata per la nostra comunità".

"Per l'edilizia residenziale, le code dei vecchi strumenti urbanistici fanno emergere molte contraddizioni - aggiungono - Con il nuovo Pug bisognerà cambiare completamente impostazione. Gli strumenti e i regolamenti comunali prevedono standard abbastanza avanzati, ma migliorabili, per le nuove abitazioni (che peraltro vanno limitate) ma è nel patrimonio esistente che serve un vero salto di qualità nell'efficienza energetica, nell'impiego di fonti rinnovabili e pulite al posto delle fonti fossili, nella rimozione dell'eternit, nell'adozione delle tecnologie antisismiche. A tal fine avanziamo tre proposte concrete: costruiamo un patto tra amministrazioni, associazioni imprenditoriali, sindacati dei lavoratori, sistema del credito per valorizzare l'occasione straordinaria del super bonus del 110% (la cui validità va prorogata al 2023 insieme ad altre agevolazioni). Si promuovano incontri (virtuali e reali) di orientamento per i cittadini, per spiegare le opportunità e i vantaggi. Si chieda agli istituti di credito un impegno per rendere possibile effettuare gli interventi a costi molto contenuti per i cittadini e alle imprese di proporre le migliori tecnologie disponibili, di farsi carico delle procedure tecniche. A tal fine proponiamo anche di sostenere anche da noi l’esperienza delle Comunità Solari. Come da indicazioni del Paesc e del progetto europeo “Impulse”, si predisponga un piano decennale per l’efficientamento e l'impiego delle energie rinnovabili negli edifici di proprietà pubblica, abitazioni di edilizia popolare, scuole, uffici, musei, sedi culturali, le strutture sanitarie ecc. Hera e le altre Utilities energetiche debbono diversificare la propria strategia energetica proponendo agli utenti soluzioni, che accanto alla tradizionale monocultura del metano domestico prevedano altre tecnologie, oggi esistenti e competitive, in grado di impiegare energie rinnovabili e pulite".

Per la mobilità urbana, Articolo Uno e Sinistra per Ravenna chiedono "un profondo cambiamento e avanziamo le seguenti proposte: si favorisca la mobilità pedonale e ciclabile (per casa scuola, casa lavoro e accesso al centro turistico- commerciale) con percorsi estesi, segnalati, idonei e sicuri. Si prevedano progetti e investimenti e si costituisca al più presto il Tavolo tecnico con le associazioni del settore, per favorire la mobilità dolce per il rimagliamento delle ciclabili in città, i collegamenti quotidiani dalle frazioni attorno a Ravenna, dalle località del mare e dalle aree di interesse naturalistico a partire dalla realizzazione già nel 2021 del collegamento Ravenna- Bassette-Porto Corsini e Lidi Nord. Si rafforzi e ammoderni il trasporto pubblico, in primis la ferrovia, migliorando i collegamenti con Bologna-Rimini-Ferrara e studiando la possibilità di servire le zone di Classe, S. Michele e Mezzano. Si estendano i servizi di “Tpl a chiamata” in tutto il forese. L’assegnazione di fondi statali per bus elettrici o ad idrogeno offre la possibilità di incrementare il servizio con nuovi collegamenti a emissioni zero per cittadini e turisti al servizio del centro storico, dei quartieri urbani e dei lidi. Si passi alle auto elettriche: tutte le nuove auto comunali siano a motore elettrico. Occorre andare oltre le positive esperienze realizzate definendo un “piano per la collocazione di colonnine di ricarica” in tutto il territorio comunale con particolare riferimento ai punti strategici: aree industriali, centri commerciali, hotel, ristoranti, servizi pubblici. Vanno incentivati gli interventi di installazione di colonnine o prese idonee nei posti auto da parte di privati, va esaminata la possibilità di prevedere anche a Ravenna la messa in opera di colonnine nelle stazioni di rifornimento, vanno coinvolti i “Rent a car” perché si dotino di auto elettriche da noleggiare a prezzi competitivi anche a lungo termine".

"Naturalmente - puntualizzano gli ambientalisti - a tali scelte su edilizia e mobilità vanno integrate scelte altrettanto nette per il passaggio a una vera economia circolare che riduca i rifiuti e consenta un reale recupero di materia e con politiche industriali centrate sulle produzioni verdi e sulle tecnologie pulite. A tal fine in merito al tema dell'ipotesi di progetto Eni per il sequestro della CO2, tenuto conto delle obiezioni che provengono dal mondo ambientalista sullo stoccaggio, chiediamo a Eni, che sta facendo ricerche interessanti su altre modalità di sequestro della CO2 utilizzando alghe e altre essenze vegetali, di mettere in campo nuovi progetti per usare la CO2 ad esempio per produrre biocombustibili (propedeutici anche ad una nuova chimica) che ci parrebbero potenzialmente più coerenti con l'obiettivo di una vera economia circolare e green. Sono proposte concrete, in linea con le previsioni del Paesc, che contrastando l'emergenza climatica globale avrebbero un sicuro effetto positivo su Ravenna, sul nostro ambiente, sulla nostra salute e sulla nostra stessa economia e occupazione. La prossima campagna elettorale può e deve essere occasione di un confronto programmatico serio su questi temi per favorire un grande cambiamento nel periodo 2021-2030. Noi lo faremo, per contribuire a sviluppare una visione di governo della città sulla base di un confronto aperto, ampio capace di portare avanti l’esperienza di Emilia Romagna Coraggiosa, un progetto civico e politico fortemente innovativo per tutto il centrosinistra. Ravenna scelga il coraggio, dia il suo contributo sotto la bandiera di una migliore qualità sociale, urbana e ambientale e la sinistra scelga di essere all'altezza delle sfide e delle opportunità del XXI secolo".

Ravenna in Comune e Gruppo Misto

"Gli emendamenti proposti al “Paesc Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima del Comune di Ravenna”, condivisi dall’assessore Baroncini e poi votati dal gruppo Lista Per Ravenna, da CambieRà e dalla maggioranza, ad eccezione di un’abbastanza incomprensibile astensione del gruppo di Italia Viva, potrebbero avere un effetto innovativo e dirompente sul mondo dell’energia e delle politiche energetiche a Ravenna, se la Giunta seguirà pedissequamente quanto votato - spiegano Massimo Manzoli, capogruppo di Ravenna in Comune, e Marco Maiolini, consigliere del Gruppo misto - Infatti la versione del Piano proposta al consiglio prevedeva in premessa che "gli impegni da assumere devono favorire l’integrazione delle azioni di mitigazione e di adattamento con l’obiettivo di riduzione del 40% del bilancio di emissioni di CO2eq, in linea con gli obiettivi dell’Unione Europea”. Questa premessa ci è sembrata fin da subito poco coraggiosa. Siamo convinti che le nuove previsioni di riduzione della CO2 equivalente devono essere congrue alle nuove esigenze emerse in questi anni e alla mozione sull’emergenza climatica approvata dal Consiglio Comunale di Ravenna, massimo organo di rappresentanza della nostra città. Abbiamo quindi proposto, tramite un primo emendamento, di modificare nel modo seguente: “Gli impegni da assumere devono favorire l’integrazione delle azioni di mitigazione e di adattamento tali da attuare ogni sforzo possibile per consentire che l’attuale obiettivo di taglio delle emissioni di CO2 del 40% entro il 2030 possa essere innalzato ad almeno il 60% in relazione alle competenze del Comune di Ravenna e promuovendo un’azione politica verso Regione, Stato, come richiesto nella “Mozione per Dichiarazione di Emergenza Climatica” approvata nel Luglio 2019 (allegata al presente emendamento) dal Consiglio Comunale”. Il significato politico più importante sta nell’aver modificato la previsione da “riduzione del bilancio” a “taglio” (oltre ad aver portato la quota dal 40% al 60%), questo significa che un ipotetico impianto di stoccaggio CO2 sarebbe stato certamente utile per abbassare il bilancio ma poco potrebbe andare ad impattare sul “taglio” alle emissioni di CO2. Il consiglio comunale di ieri, accettando l’emendamento, da una parte ha messo una parola chiara sulla pragmatica inutilità di impianti che continuano a investire sul fossile giocando sul bilancio di CO2 (la famosa CO2 spazzata sotto il tappeto dei FFF) e dall’altra ha chiesto a grande voce che si inizi seriamente a investire su fonti che taglino le emissioni e non le nascondano. Con il secondo emendamento, finalizzato a promuovere ed agevolare la nascita delle Comunità energetiche, e di autoconsumo, cercando anche l’eventuale coinvolgimento degli edifici pubblici approvato con lo stesso schema di voto, abbiamo voluto che l’amministrazione si adoperasse per agevolare l’applicazione della legge n.8 del 28 febbraio 2020, che permette di condividere da più soggetti l’energia elettrica prodotta da un impianto alimentato da fonti di energia rinnovabile, aprendo finalmente la strada agli impianti fotovoltaici sui tetti dei condomini".

Legambiente

Dopo gli emendamenti promossi da Manzoli insieme a Maiolini e condivisi dall’assessore Gianandrea Baroncini, nell’alzare l’obiettivo del taglio delle emissioni di gas climalteranti dal 40 al 60% al 2030, giovedì gli ambientalisti sono scesi in piazza per dare forza alla proposta e reclamare gli impegni della Dichiarazione dell’Emergenza Climatica dello scorso 16 luglio 2019. “Bene che sia stata accolta l’istanza di un “Paesc, Piano di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima del Comune di Ravenna”, più coraggioso - aggiungono da Legambiente Ravenna - Ora è necessario che il Comune di Ravenna indirizzi seriamente ogni politica finalizzata alla concretizzazione di tali obiettivi. Non deve poi mancare il tema della partecipazione, necessaria a centrare al meglio le esigenze del territorio. Sindaco e Giunta mettano il progetto del deposito di CO2 al centro del dibattito energetico. Un dibattito al momento inesistente e su cui sono state prese troppe posizioni a favore di Eni piuttosto che alla vera transizione energetica”.

Il vicesindaco

"In riferimento all'emendamento Manzoli-Maiolini approvato giovedì in Consiglio comunale e oggetto di commenti degli stessi autori e di Legambiente, mi corre l'obbligo di puntualizzare che l'amministrazione comunale di Ravenna si è già espressa a favore della ripresa della produzione del gas estratto in Adriatico, dei progetti di Eni legati alla CO2 e all'idrogeno così come impianto eolico sviluppato dalle ravennati Agnes e Qint'x con Saipem - precisa il vicesindaco Eugenio Fusignani - Escludo, quindi, che venga avanzata a Eni richiesta di soprassedere al progetto CO2. L'obbiettivo deve essere quello di sostenere il rilancio di Ravenna come Capitale dell'energia e spingere verso la transizione energetica e il rispetto dell'ambiente, come paese ed emendamento fanno. È sbagliato sbandierare piani di decarbonizzazione inattuabili senza un adeguato periodo di transizione dove il gas sarà ancora protagonista e dove il giusto approccio alle rinnovabili è quello che oggi portano avanti proprio Eni e Saipem. Si chiede di ridurre al 60% le emissioni; benissimo, ma si può dire che, per quanto ne servirà, è meglio usare il nostro di metano piuttosto che importarlo? Questa è la linea che contraddistingue l'amministrazione comunale di Ravenna attuale e che, per quanto ci riguarda, anche quella futura".

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