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Stop a maltrattamenti e abusi: entra in vigore il nuovo regolamento delle case famiglia

A poche ore dall'ultimo scandalo che ha coinvolto due case famiglia del ravennate, che ha portato all'arresto di una coppia di gestori, arriva il regolamento di gestione anche per le case famiglia di Ravenna

A poche ore dall'ultimo scandalo che ha coinvolto due case famiglia del ravennate, che ha portato all'arresto di una coppia di gestori, arriva il regolamento di gestione anche per le case famiglia di Ravenna. Tra le novità introdotte rispetto alla precedente versione, la Scia prima dell'ingresso di un nuovo utente, il coinvolgimento dei medici di famiglia e della comunità "nell'ambito delle strutture presenti sul territorio per momenti di incontro", tramite accordi con le associazioni. Il testo è stato approvato martedì pomeriggio in Consiglio comunale con 20 voti favorevoli, tre contrari (Lega e Lista per Ravenna) e l'astensione del Gruppo misto.

L'assessore ai Servizi sociali, Valentina Morigi, ha ricordato che le case famiglia rappresentano una "risposta privata" che entra nel "novero della rete dei servizi". "Il nostro comune ha due caratteristiche - spiega Morigi - La prima è la grande estensione territoriale della nostra provincia, e quindi mantenere presidi nei luoghi pubblici in cui vengono erogati i servizi sociali richiede un notevole sforzo; la seconda è la presenza di una percentuale importante di popolazione anziana (più del 20% dei residenti a Ravenna hanno più di 70 anni). Abbiamo 770 posti accreditati, oltre all'assistenza a domicilio e case famiglia private. Da qui nasce la necessità di adottare un regolamento per le case famiglia che sia uniforme in tutti i Comuni della provincia". Anche per questo al tavolo di confronto sono stati invitati anche sindacati e associazioni datoriali, oltre all'Ausl Romagna.

Critico Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna che invita a "non raccontare favole" e presenta una serie di emendamenti, di cui due approvati, per ridare "dignità e applicabilità" alle norme. Anche perchè certe prescrizioni "fanno ridere" e non si capisce "come si garantiscono adeguamenti e controlli". Il civico riporta in aula anche "le situazioni grige e nere" che si verificano in "numerose case famiglie". Il rischio, conclude, è di "chiedere troppe cose" e di favorire un "monopolio delle cooperative sociali" per un "servizio che è imprenditoriale". Accolto anche un emendamento di Fiorenza Campidelli del Pd, che sottolinea la bontà del regolamento con "Ausl e Servizi sociali molto disponibili a togliere compiti ai gestori". Contraria la Lega, con la consigliera Rosanna Biondi a specificare di essere "contraria alle case famiglia private, non c'è controllo".

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