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La parrucchiera disperata riapre il suo salone: "Se non muoio di Covid, muoio di fame"

L'imprenditrice, rimasta ormai senza soldi, mercoledì ha deciso di andare contro la chiusura imposta dalle normative anticovid e di riaprire il suo salone alla clientela

"Se non muoio di Covid, muoio di fame. Quindi basta: io riapro". E' stremata Giovanna Toriaco, 57enne parrucchiera titolare dello studio 'Soulstyle di Giò' in via Medaglie d'oro a Faenza. L'imprenditrice mercoledì ha deciso di andare contro la chiusura imposta dalle normative anticovid e di riaprire il suo salone alla clientela.

"La mia battaglia, in realtà, è nata dalla richiesta della mamma di un mio cliente, un ragazzo autistico - spiega Giovanna - Essendo autistico è molto abitudinario, è sempre venuto da me a tagliarsi i capelli, si siede sempre allo stesso posto etc. Sua sorella ha provato in questi mesi a proporgli di tagliargli i capelli, ma lui ha detto di no, che se li sarebbe fatti tagliare solo da me. La sua famiglia mi ha chiesto anche di poter andare a tagliarglieli a domicilio, ma ho detto di no: mi sento più sicura nel mio negozio dove disinfetto tutto e non voglio fare come le mie colleghe abusive che vanno a fare le pieghe in casa. Così mercoledì il ragazzo è venuto in negozio e gli ho tagliato i capelli: è stato bellissimo, lui era felicissimo".

Così la parrucchiera, negli ultimi due giorni, ha iniziato a ricevere i clienti nel suo negozio. "Io mi sono sentita di nuovo viva, e loro sono contentissimi di poter tornare in negozio finalmente - racconta - Non solo: dopo che si è diffusa la notizia della mia apertura, mi hanno contattata tante persone chiedendomi di diventare nuovi clienti. E' una cosa bellissima. Ho fatto tanti tagli, le tinte ancora no perchè ci vuole molto tempo e le persone avrebbero paura. Per ora non ho ricevuto controlli, ma se dovessero multare me o i miei clienti farò impugnare tutto dal mio avvocato e, nella peggiore delle ipotesi, pagherò io stessa la multa ai clienti. Non si capisce che per certe persone andare dal parrucchiere è una necessità: ho clienti che hanno problemi fisici, uno alla schiena, uno alla spalla, una donna è stata operata al seno e non può alzare le braccia per asciugarsi i capelli. Queste persone come fanno? Devono stare con i capelli sporchi per dei mesi? Io stessa ad esempio ho problemi alla schiena e non riesco più a piegarmi per tagliare le unghie dei piedi, e in casa sono da sola: cosa devo fare, rivolgermi a un'estetista abusiva?".

La 57enne è disperata: "Io rispetto i malati e i morti di Covid, un anno fa sono stata una delle prime a chiudere a Faenza, ancor prima che la chiusura ci venisse imposta. Ma se non muoio di Covid, muoio di fame. Ero riuscita a mettere da parte 2000 euro: poi ho pagato il mutuo della casa, l'affitto del negozio, le tasse... Mi sono rimasti in tasca 50 euro. Ho dovuto lasciare a casa la mia dipendente perchè non ci stavo più dentro. Cosa devo fare, legarmi davanti al Municipio? Lunedì mi è arrivata una nuova rata del mutuo: come la pago? E come pago l'affitto del salone? Non ho neanche ricevuto ristori dal Governo, perchè non ho avuto il calo minimo del fatturato del 30%... Ma io devo mangiare! Non voglio soldi dallo Stato, voglio solo lavorare. Se mi tolgono il lavoro, non posso più mangiare. Io vivo per il mio lavoro: sono una persona sola, e sto bene sola, ma il negozio per me è tutto, quindi ho deciso di venire tutti i giorni nel negozio e tenere su la serranda. Tanti parrucchieri vanno nelle case: io non l'ho fatto e non lo voglio fare, perchè io non sono un'abusiva. Io pago le tasse e sono in regola, non voglio sentirmi una delinquente nel mio negozio. Questa non è vita, noi dobbiamo alzarci in piedi e pretendere i nostri diritti".

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Liverani (Lega): "La Regione tuteli parrucchieri ed estetisti"

“Tutelare i lavoratori delle attività economiche e di servizio alla persona, come nel caso di centri di estetica, saloni di acconciatura e barbieri”. Così il consigliere regionale della Lega Emilia Romagna Andrea Liverani che, con un’interrogazione, ha chiesto al governo regionale di “destinare a queste categorie risorse economiche adeguate”. Il consigliere leghista vuole poi sapere dall’esecutivo regionale se intenda impegnarsi per favorire, con l’attivazione di adeguati protocolli, la riapertura di queste attività.
Questi settori, spiega Liverani, “sono sicuramente fra i più colpiti dagli effetti del lockdown e continuano a essere fortemente penalizzati dalle misure rivolte a contrastare il Covid: ingenti sono le perdite economiche e le continue chiusure hanno inevitabilmente portato al proliferare di attività abusive e irregolari (con il rischio che aumentino i contagi)”. Gli aiuti stanziati fino ad oggi a livello regionale, conclude il consigliere della Lega, “non sono in alcun modo sufficienti”.

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