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Nuova piscina, il sindaco rinvia la discussione: "Ci confronteremo di nuovo con le associazioni"

A seguito della lettera inviata al sindaco da diverse associazioni sportive, de Pascale ha chiesto al Consiglio di rinviare la delibera al fine di sospendere il project financing

Doveva essere discusso martedì pomeriggio, durante la seduta del consiglio comunale, il progetto di project financing della piscina di Ravenna. A seguito della lettera inviata al sindaco da diverse associazioni sportive, che aggiunge alcune riflessioni al dibattito sul rifacimento della piscina comunale, de Pascale ha però chiesto al Consiglio di rinviare la delibera al fine di sospendere il project financing. "Questo per poter analizzare ulteriormente il tema con le tutte le realtà associative della città e fare altri approfondimenti tecnici - spiega il primo cittadino - L’intervento sulla piscina comunale è urgente e non procrastinabile sine die, ma è dovere di chi amministra prima di prendere decisioni importanti sapere ascoltare a fondo le opinioni della propria comunità". La proposta di rinvio è stata approvata con 23 voti favorevoli (Pd, Ama Ravenna, Sinistra per Ravenna, Pri, Gruppo misto, La Pigna, CambieRà) e 5 astenuti (Lega Nord, Lista per Ravenna, Forza Italia).

"Apprezziamo e raccogliamo la proposta del sindaco di sospendere l'iter del progetto di riqualificazione della piscina e di riprenderlo solo dopo aver ascoltato la voce degli operatori e analizzato le loro proposte - commenta Raoul Minzoni, consigliere comunale del Pd ravennate - Le decisioni finali spettano al consiglio comunale, ma il coinvolgimento e il confronto con chi frequenta e lavora nella piscina non può venire meno, soprattutto davanti a un atteggiamento propositivo di questi ultimi. Per noi la piscina rappresenta un servizio fondamentale per i bambini, i cittadini e le associazioni ravennati e sulla sua funzionalità e sul futuro siamo pronti a confrontarci con tutti".

Secondo il regolamento del Consiglio comunale dovevano intervenire due consiglieri, uno a favore e uno contro la proposta. Hanno quindi preso la parola Fabio Sbaraglia (Pd) e Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna). Sbaraglia ha dichiarato il proprio parere favorevole alla proposta del sindaco. Ha sottolineato che la discussione è stata lunga, ma che è doveroso sospendere l’iter consigliare di questa delibera a fronte di una richiesta di un ulteriore approfondimento, con aspetti propositivi, avanzata direttamente dagli operatori che in quell’ambiente lavorano. Ancisi ha detto che in via di principio non si nega a nessuno un colloquio, ma ha espresso perplessità sul modus operandi, sottolineando di non condividere la celerità verso la demolizione. Ha evidenziato che non potrà essere un confronto veloce, fine a se stesso, ma che auspica possa produrre modifiche al progetto. Ha dichiarato che si sarebbe astenuto.

L'opposizione

"La proposta di Arco Lavori conteneva la realizzazione di attività commerciali private quali ristorante, palestra, spa e almeno un bar che non possono essere assolutamente finanziate con i soldi pubblici, così come non è possibile contribuire al sostegno dei costi dell'investimento proposto e accettato con un contributo negli anni di concessione, ben 25, addirittura superiore - commentano Veronica Verlicchi della Pigna, Massimo Manzoli di Ravenna in Comune ed Emanuele Panizza del Gruppo Misto - Tra l'altro la proposta del progetto per la piscina comunale di Ravenna ha ricevuto martedì il parere negativo del Presidente Regionale della Federazione Italiana Nuoto. Nella missiva scrive il Presidente regionale della FIN che "il suddetto impianto non potrà essere utilizzato per nessuna manifestazione federale di tipo nazionale e ancora meno internazionale, in quanto non ha le minime caratteristiche per soddisfare le esigenze tecniche per organizzare questo tipo di manifestazioni". Non solo ma "anche i Trofei extra federali organizzati dalle società sportive di Ravenna e autorizzati direttamente dal mio Consiglio Regionale non avranno più autorizzazione nei prossimi anni, in quanto l'impianto natatorio non concede la minima garanzia di svolgimento di una manifestazione Fin nè di categoria Agonisti, nè di categoria Master". Un giudizio impietoso e inappellabile quello del presidente Pietro Speziali, che boccia il progetto. Ora de Pascale lo abbandoni definitivamente e, previa consultazione delle società sportive natatorie, definisca direttamente con gli uffici comunali un progetto che consenta di adeguare la piscina comunale consentendo anche la possibilità di ospitare campionati nazionali e internazionali. Progetto che potrà ricevere l'approvazione e l'omologa della Fin e il finanziamento del Credito Sportivo del Coni".

"Sarebbe troppo facile limitarsi a prendere atto di un improvviso rinsavimento della giunta rispetto all'ipotesi di riqualificazione della piscina comunale, come se si potesse liquidare con il semplice voto di rinvio da parte del consiglio - aggiungono invece Alberto Ancarani di Forza Italia, Samantha Gardin di Lega Nord e Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna - Non è infatti credibile che dopo mesi di ribalta del progetto sui giornali e in pubbliche assemblee, in commissioni consiliari e in dibattiti mediatici si sia sentito improvvisamente il bisogno di un supplemento di riflessione per parlare con le associazioni. Significa dunque che quelle associazioni non erano state colpevolmente sentite prima? E per quale motivo? Qual è il vero motivo della sospensione? La giunta non è realmente convinta del progetto? Teme di perdere voti? E' difficile non scorgere nel gesto del sindaco una clamorosa smentita del lavoro dell'assessore Fagnani, fino ad oggi l'unico ad aver messo la faccia sul progetto, nel bene e nel male. La coalizione Lega-Forza Italia-Lista per Ravenna ha dunque scelto di astenersi sull'ipotesi di rinviare la discussione. La maggioranza infatti ha deciso di cantarsele e suonarsele, prima portando in consiglio a tappe forzate un progetto estremamente discutibile e privo di una soluzione temporanea degna di questo nome, tra l'altro senza alcuna autocritica sull'attuale gestione, e ora rinviandone la discussione con un espediente poco credibile. Era dunque giusto che la maggioranza, si assumesse, anche nei voti, interamente la responsabilità dei suoi gesti".

"Si è detto tutto e il contrario di tutto sulla piscina: inutile negare che l’argomento, in talune occasioni, abbia persino raggiunto, e superato, il numero di commenti tecnici di una partita della nazionale di calcio - aggiunge Samantha Tardi, capogruppo di CambieRà - Come gruppo politico abbiamo, sino ad ora, scelto la strada della ponderatezza, sostanzialmente perché abbiamo ritenuto importante valutare gli atti ed esprimere dubbi e perplessità in sede di commissioni consiliari dedicate, considerata la delicatezza dell’argomento. La nostra posizione, per chiarire una volta per tutte, non è mai stata completamente contraria alla demolizione di un edificio malandato, qualora in cui si fossero accertati stati di fatto e costi di manutenzione e ristrutturazione tali da rendere la ricostruzione la cosa migliore. Durante i consessi, quindi - dopo aver criticato il ritardo imperdonabile di questa Giunta nell’affrontare il problema piscina a ridosso della scadenza della concessione, il 31 dicembre 2018, dopo ben 15 anni, costringendoli addirittura ad una vergognosa e clamorosa proroga di altri 6 mesi - abbiamo diverse volte chiesto se si fosse ipotizzata l’idea di far redigere una perizia ufficiale sulle condizioni dell’immobile da tenere agli atti, non solo a riprova del fatto che la scelta politica di demolire e ricostruire fosse fondata su solide valutazioni tecniche, ma anche allo scopo cautelativo qualora in cui il Comune di Ravenna avesse valutato l’ipotesi di far causa agli attuali gestori dell’impianto, i quali, per 15 lunghi anni, ne sono stati i diretti responsabili in termini di manutenzioni ordinarie ed i referenti per le straordinarie a carico del Comune. E’ quindi piuttosto sacrosanto ipotizzare che in questi 15 anni, dato che l’immobile viene oggi considerato irrecuperabile, non si sia svolto completamente e correttamente il lavoro manutentivo concordato nei termini di concessione tra le parti; da qui il suggerimento della perizia. Oltre a questa nostra ignorata suggestione, abbiamo altresì espresso fortissimi dubbi sul progetto interno alla nuova costruzione, ovvero il mantenimento delle 2 vasche esattamente identiche alle precedenti, arricchendo però l’offerta con nuove attività, quali centro fitness, medicina sportiva, bar e ristorantino, negozio di articoli sportivi ecc. A nostro avviso questa proposta farebbe perdere completamente il focus su quello che rappresenta da sempre quell’edificio, ovvero la piscina comunale. La piscina, una volta realizzato il project diventerebbe marginale rispetto al resto, nonché non più idonea alle esigenze della comunità ravennate la quale, a gran voce, ha da sempre contestato il mantenimento degli stessi spazi acqua, chiedendo invece più corsie o addirittura 3 vasche, per aumentare anche l’appeal della struttura di fronte a gare sportive di più alto livello".

"Inutile dire che l’amministrazione fino a ieri non ci aveva proprio voluto sentire - aggiunge la consigliera - "il project è questo ed è immodificabile” ci riferì l’assessore Fagnani durante l’ultima commissione, aggiungendo di aver tra l’altro avuto il benestare anche delle società sportive locali, soddisfatte della proposta. In ultimo la nostra contestazione si è focalizzata sul fatto che un centro polifunzionale come quello nascente, con piscine e centro fitness, coadiuvato da un contributo comunale annuo di circa 600 mila euro, per i primi 11 anni, per poi scendere a oltre 500 mila, innesca una concorrenza sleale nei confronti del centro fitness situato accanto alla stessa piscina, il quale, senza poter beneficiare di contributo pubblico, si è comunque radicato nel territorio e nella comunità cittadina con le proprie forze e grazie alle proprie capacità imprenditoriali, facendosi apprezzare, e domani potrebbe ritrovarsi penalizzato dalla nuova concorrenza avvantaggiata dall’appoggio della pubblica amministrazione. Dopo tutta questa bagarre politica di opinioni, spunti, suggerimenti, discussioni accese e petizioni varie partite sul territorio, arriva una lettera firmata da una decina di società sportive, le quali, a differenza di quanto ci venne propinato dall’Assessore, affermano la loro contrarietà all’avviamento del progetto, apportando motivazioni tecniche, e chiedendo che ci si pensi su un po’ di più. Il miracolo: il sindaco De Pascale decide, quindi, di prendere in mano la situazione, bypassando il proprio Assessore che fino ad ora ci ha messo faccia, anima e corpo nel portare avanti con tutta la fermezza del caso questa idea apparentemente innovativa e risolutiva e chiedendo al Consiglio Comunale il rinvio della delibera che avrebbe inserito il progetto nel programma di investimenti. Ritenendo da sempre che la capacità di fare un passo indietro e fermarsi, prima di combinare un danno irreparabile, sia un sintomo di onestà intellettuale, umiltà e intelligenza, abbiamo votato a favore del rinvio, utile a tutti e per vari motivi, anche opposti tra loro; tuttavia, in questo caso, la mossa ha tutta l’aria di una presa di posizione politica del sindaco nei confronti del suo stesso Assessore, quasi considerato “avversario” proprio a ridosso delle primarie Pd, tanto da “tagliargli” pubblicamente la faccia relegandolo al silenzio e al rinvio per ripensamento. Gran brutta figura. Il dato politico che emerge non è dei migliori: siamo governati da una Giunta che di fatto è Disgiunta e il risultato è ormai evidente a tutti, tra tira e molla politici anche la piscina rischierà di diventare terreno di battaglia continuando ad affondare nel proprio degrado. Altro che fidejussioni applicate ai progettisti a titolo di penale: qualora in cui non si presentassero al bando, qui servirebbero fidejussioni da parte dell’amministrazione nei confronti dei cittadini per risarcirli, qualora in cui si perdesse tempo a creare maccheroni confusionari, come in questo caso".

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