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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
Cronaca

Dopo la protesta social il sindaco si scusa per il Ponte di Savarna: "Ritardo gravissimo. La prossima settimana riparte il cantiere"

De Pascale: "La protesta dei cittadini è totalmente giustificata, il ritardo è gravissimo ed è dovuto principalmente alle note difficoltà di reperimento di materie prime, oltre che all'aumento vertiginoso dei prezzi"

La protesta tramite 'comment bombing' sui social con l'hashtag #finiteilpontedisavarna ha colpito nel segno. Il sindaco Michele de Pascale, sempre tramite social, ha deciso di rispondere alle lamentele dei residenti di Grattacoppa, Savarna, Conventello e dintorni per la prolungata chiusura del ponte sul Lamone, la cui apertura era prevista per la primavera scorsa. E lo ha fatto sempre con un hashtag, ma di scuse: "#chiedoscusaperilpontedisavarna".

"La protesta dei cittadini è totalmente giustificata, il ritardo è gravissimo ed è dovuto principalmente alle note difficoltà di reperimento di materie prime, oltre che all'aumento vertiginoso dei prezzi - spiega il primo cittadino - Per ovviare a questi problemi si sono messe e si stanno mettendo in campo tutte le azioni possibili, non passa giorno senza che ci si impegni al massimo per superarli e prossima settimana il cantiere potrà ripartire per una parte delle lavorazioni. Un'altra parte invece dovrà attendere una consegna di materiali ai primi di ottobre".

"Voglio ripeterlo ancora - insiste il sindaco - Ai cittadini, alle cittadine e alle attività economiche di Savarna, Grattacoppa e Torri di Mezzano vanno tutte le mie scuse per i disagi che stanno affrontando, anche se i problemi intercorsi non si stanno verificando solo nel nostro comune né sono legati alla tipologia di opera, ma sono generalizzati in tutto il settore delle costruzioni. Ci tengo a sottolineare che l'opera, a maggior ragione dopo il caro prezzi, ha un costo complessivo molto significativo ed è stata finanziata per tutelare prima di tutto la sicurezza dei cittadini di Savarna, Grattacoppa e Torri di Mezzano. Partivamo da più di 2 milioni di euro, a cui si è aggiunta la richiesta al Governo di ulteriori 650 mila euro per gli extra-costi. E questo solo ad oggi, mentre altre questioni dovranno ancora essere rivalutate alla luce degli andamenti dei prezzi. Ciò naturalmente non giustifica il ritardo, ma ci dice che in ogni caso le opere di sicurezza sui ponti vanno comunque portate avanti con senso di responsabilità da chi ha funzioni di governo, anche sapendo che possono intercorrere delle problematiche e si può essere oggetto di legittime critiche come in questo caso".

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