Operai assunti in nero o 'virtualmente' per risparmiare sugli infortuni: imprese edili nei guai

Una volta che si verificavano gli infortuni, gli operai - nella stessa giornata - venivano fintamente “distaccati” alle imprese che realizzavano i lavori di cantiere

Risparmiavano sulla sicurezza e quando i lavoratori - alcuni anche in “nero” - si infortunavano, risultavano somministrati/distaccati ad altre aziende. Il sistema fraudolento messo in atto da alcune imprese edili è stato scoperto dagli ispettori in forza all’Ispettorato Territoriale del Lavoro nell’ambito dei controlli disposti al fine di prevenire gli infortuni sul lavoro, in particolare nel settore dell’edilizia e anche negli appalti pubblici.

Il meccanismo ideato da alcune imprese consisteva nell’assumere solo “formalmente” gli operai, abbattendo gli oneri sulla sicurezza, e quando si verificavano gli infortuni – nei cantieri edili non solo di Ravenna, ma in tutta la provincia - gli operai risultavano essere alle dipendenze di altre imprese esecutrici dei lavori e di imprese sconosciute ai committenti e ai coordinatori per la sicurezza. Gli ispettori hanno accertato che le imprese che assumevano “virtualmente” gli operai, in alcuni casi, non avevano i requisiti per operare nei cantieri, ma non solo: in alcune circostanze non figuravano nemmeno nella obbligatoria documentazione di cantiere.

Una volta che si verificavano gli infortuni, gli operai - nella stessa giornata - venivano fintamente “distaccati” alle imprese che realizzavano i lavori di cantiere. Gli ispettori hanno anche constatato che, in alcuni casi, il “distacco” era fatto anche all’insaputa della impresa esecutrice dei lavori e degli stessi operai. Il risparmio sulla sicurezza consisteva anche nell’occupare manodopera in “nero": a seguito di accertamenti, gli ispettori hanno constatato che i lavoratori lavoravano senza alcun contratto anche per un mese intero, in violazione delle più elementari regole sul lavoro e sulla sicurezza.

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Il meccanismo intercettato ha consentito agli ispettori di elevare sanzioni per un totale di 22mila euro e, in alcuni casi, di denunciare alcuni datori di lavoro all’ Autorità Giudiziaria di Ravenna. E’ stata accertata anche l’evasione contributiva per un totale di 6mila euro e omesse retribuzioni per circa 10mila euro.

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