E55, parla Minichini (LpR): "Ravenna, bypass e l’asina di Balaam":

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RavennaToday

Un tempo le asine tacevano: ricordo ne abbia parlato solo una e in positivo, l'asina di Balaam, avvisando di un pericolo imminente e facendo deviare un percorso. Oggi, in questa città che non c'è, assistiamo alla proposta di correre tutti verso la vecchia Romea e contemporaneamente in direzione di quella nuova, che sono perlomeno antitetiche. Mi spiego meglio: col Bypass e 400 milioni di euro si va verso la vecchia Romea in direzione nord, mentre con la Madonna dell'Albero-Ferrara Mare, verso la nuova Romea, ovvero il nano della E55, in direzione nord-ovest. Almeno scegliamone una che vada verso il nord-est, verso Venezia, ove vorremmo toglierci lo sfizio di andare a prenderci un caffè e ritornarcene a casa per continuare il nostro lavoro. Un tempo quando si faceva una strada nuova era per passare di lì, non investire 400 milioni di euro per continuare sulla vecchia; giusto, un tempo!

Il bypass traghetterà i mezzi alla via Bassette e, oltre a tutti gli altri danni, distruggerà le attività economiche di via Baiona (bypassandola), ricettive e locali pubblici, senza scampo. Il bypass riverserà centinaia e centinaia di mezzi pesanti su tutta la zona industriale di via Trieste e la venienda ex Sarom. Una viabilità utilizzata da famiglie, biciclette, motorini, diretti a Marina, che ben presto dirotteranno per altri lidi, su percorsi più sicuri, provocando un ulteriore danno incalcolabile alle attività turistico-commerciali di questa località. Il bypass impedirà per sempre il secondo accesso di sicurezza al porto, portandoci fuori normativa europea e fuori da ogni buon senso industriale. Il bypass rallenterà il percorso rispetto a oggi, perché si pagherà un biglietto e perché è impensabile non controllare ogni mezzo a scanso di attentati terroristici. Il bypass e relativo project-financing, creerà un mega appalto, da cui rimarranno escluse tutte le aziende medio-piccole del territorio.

Esiste comunque una proposta della città, anche perché elaborata dentro CNA, cioè artigiani, che devia questi percorsi, fortunatamente verso il buon senso e la protezione delle attività economiche insediate, in particolare quelle commerciali, ne sviluppa delle nuove e consentirebbe la partecipazione delle imprese locali all'appalto. Questi mega appalti inutili, in Italia, hanno portato fino ad oggi, spesso, … a quello che purtroppo sapete bene anche voi, compresi i motivi che ne stanno all'origine.

Pasquale Minichini, Lista per Ravenna

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