Cronaca

Allarme siccità: "Nessuna emergenza, la Standiana ha un ruolo chiave"

Romagna Acque: "La situazione idrica romagnola al momento non desta particolare preoccupazione e non si evidenziano problematiche tali da compromettere la continuità del servizio"

"L’andamento meteorologico e conseguentemente quello idrologico in Romagna, come nel resto d’Italia, in questo momento è caratterizzato da una rilevante diminuzione degli apporti piovosi e anche le future
previsioni non mostrano, per ora, significativi mutamenti di tendenza". Romagna Acque - Società delle Fonti Spa presenta il report sullo stato della crisi idrica che negli ultimi mesi ha messo in ginocchio centinaia di agricoltori. "In questi primi sei mesi abbiamo registrato un deficit di precipitazioni di circa il 23,8% in termini di millimetri di pioggia cumulata e un deficit di apporti all’invaso di Ridracoli del 18,5% - con riferimento ai volumi affluiti - rispetto alla media degli ultimi 23 anni. Le temperature elevate e l’intensità della stagione turistica favorita dalla continuità del bel tempo, nel contempo, sembrano stimolare maggiori consumi, più elevati rispetto il precedente anno. Il perdurante stato di scarsità idrica, già il 16 giugno scorso, ha spinto il Presidente della Giunta Regionale Stefano Bonaccini ad emettere il decreto sulla “Dichiarazione dello stato di crisi regionale connesso al contesto di criticità idrica” e la delibera su “Disposizioni per fronteggiare la crisi idrica 2017”, a cui Romagna Acque - Società delle Fonti Spa si è immediatamente allineata, prima adeguandosi ai deflussi minimi vitali dove i volumi defluiti erano maggiori, poi chiedendo – questo per affrontare ulteriori peggioramenti - deroghe sulle riduzioni dei deflussi minimi vitali per la Diga di Ridracoli, la Diga del Conca e i prelievi sul Torrente Tramazzo, per altro al momento non ancora autorizzati".

PREVENIRE IL PERICOLO - "La situazione idrica romagnola al momento non desta particolare preoccupazione e non si evidenziano problematiche tali da compromettere la continuità del servizio - rassicura la società - L’attuale situazione di relativa tranquillità trova ragione in quanto la criticità idrica è stata affrontata da Romagna Acque con largo anticipo, attraverso un Piano di Interventi di lungo periodo caratterizzato da una gestione delle risorse attenta e ottimizzata, in cui il nuovo potabilizzatore della Standiana gioca un ruolo chiave. L’attingimento dal Po, in questo momento, rappresenta una scelta chiave che consente un’ottima resistenza al sistema, rendendo disponibili quantità elevate della risorsa. Tuttavia occorre mantenere la massima attenzione all’evolversi della crisi idrica, della quale non conosciamo gli esiti finali; vanno, prudentemente, assunte tutte le decisioni che ci consentono di migliorare la resistenza e la resilienza del sistema di approvvigionamento. Per questo motivo invitiamo tutti i Comuni della Romagna ad adottare ordinanze e provvedimenti sindacali per contenere l’utilizzo dell’acqua potabile e introdurre limitazioni nell’uso extra-domestico, condividendo l’appello già proposto da Hera spa. La risorsa idrica è un bene prezioso e come tale va trattato: con rispetto, consapevolezza e attenzione da parte di tutti.

IL RUOLO CHIAVE DELLA STANDIANA -  Completato e attivo a partire dal 2015, il potabilizzatore della Standiana a Ravenna è il cuore di un articolato intervento “di sistema” per l’intera area romagnola, che si completa con i circa 40 km di condotte di interconnessione di grandi dimensioni a esso collegate. La messa a regime del potabilizzatore – che ha una potenzialità massima di 1100 litri al secondo – rende infatti disponibile alla Romagna una rilevante quantità di risorsa in più, per almeno 20 milioni di metri cubi annui potenziali, che si vanno ad aggiungere ai 110 oggi mediamente distribuiti per un totale di circa 130 milioni di metri cubi. Inoltre, grazie alle più moderne tecnologie di ultrafiltrazione, la qualità dell’acqua fornita è elevatissima, per caratteristiche finali del tutto paragonabile a quella di Ridracoli. L’impianto è dunque un ausilio fondamentale per l’intero territorio romagnolo, poiché permette a Romagna Acque di integrare significativamente e diversificare ulteriormente le fonti di approvvigionamento riducendo gli attingimenti da Ridracoli sia nei mesi primaverili sia nell’attuale periodo, preservando il volume minimo necessario per la stagione estiva e per i primi mesi autunnali. L’attuale piano di produzione prevede di potabilizzare attraverso questo impianto 11,2 milioni di metri cubi d’acqua ma, se le cose dovessero ulteriormente peggiorare, si possono aumentare le produzioni soprattutto dopo il mese di settembre al fine di preservare sia Ridracoli che le falde maggiormente sfruttate.  Il potabilizzatore della Standiana e l’impianto di potabilizzazione delle Bassette ad oggi hanno complessivamente una capacità di circa 1500 litri al secondo, alimentati in via diretta o indiretta da acqua del Canale Emiliano Romagnolo Oltre alla Diga di Ridracoli, sono proprio questi due impianti i pilastri principali su cui si regge l’approvvigionamento idrico della Romagna, in modo da garantire il servizio anche durante i periodi siccitosi.

"Pur consapevoli dell'estrema delicatezza della situazione idrica generale a causa del prolungato periodo di siccità, le fonti di cui dispone Romagna Acque e il suo sistema infrastrutturale hanno garantito condizioni di
servizio del tutto normali, al contrario di buona parte dei territori limitrofi dell’Emilia - conclude la società - Per ciò che riguarda il futuro, anche in presenza di un aumento dei consumi che può essere stimato in circa 113 milioni di metri cubi, l’attuale disponibilità potrà garantire la normalità del servizio fino al termine della stagione turistica. Dopodichè occorrerà valutare quale potrà essere l’andamento climatico per definire le opportune azioni da intraprendere, consci dell’elevato livello di resilienza del sistema idrico romagnolo".

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