I suoi figli salvano una bimba dall'annegamento: "Mio padre morì in mare, sembra un segno del destino"

E' una storia davvero emozionante quella raccontata da Stefano, che domenica si trovava con i suoi due figli sulla spiaggia di Lido di Savio dove una bambina di 8 anni ha rischiato di annegare in acqua

Da sinistra: Michael e Lukas

E' una storia davvero emozionante quella raccontata da Stefano Ruscelli, che domenica si trovava con i suoi due figli sulla spiaggia di Lido di Savio dove, nel primo pomeriggio, una bambina di 8 anni di nazionalità kosowara ha rischiato di annegare in acqua. Nel raccontare la sua "avventura-disavventura", l'uomo è ancora visibilmente emozionato.

"Mio figlio Michael e il suo amico Lukas, entrambi di 14 anni, stavano facendo il bagno insieme al mio figlio più piccolo, che ha 5 anni - spiega Stefano - Avevano notato che poco distanti, in acqua, c'erano due bambini che giocavano a palla tra di loro, un maschio e una femmina. A un certo punto, all'improvviso, il maschietto ha iniziato a urlare: così si sono accorti che il bambino non riusciva più a toccare e stava annaspando. L'amico di mio figlio è corso verso di lui per aiutarlo, ma dopo averlo abbracciato il bimbo ha iniziato a urlare "Mia sorella! Mia sorella!". Poco distante hanno visto la bambina galleggiare a pancia in giù nell'acqua. Mio figlio è riuscito a trascinarli verso la riva, io non mi ero accorto di nulla e stavo entrando in acqua per raggiungerli: all'inizio pensavo giocassero, poi ho sentito Michael che gridava "Babbo, sta annegando!"".

A quel punto l'uomo è corso verso il gruppetto di bambini, ha preso in braccio la bambina priva di conoscenza e l'ha portata a riva. "Non respirava già più, aveva le labbra viola e la pancia gonfia d'acqua - continua il racconto Stefano - Il fratellino è corso a chiamare la mamma, che è arrivata sotto shock. Abbiamo cercato di rianimare la bambina facendole il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca, per fortuna ho fatto un corso di primo soccorso e mi sono un po' improvvisato. Poi è arrivata una ragazza, che si è qualificata come medico, e ha continuato le manovre, fino a che la piccola ha ricominciato a respirare. Nel frattempo sono intervenuti i bagnini e i sanitari del 118, che l'hanno poi intubata e portata in ospedale".

Un episodio molto toccante per chi lo vive in prima persona: "E' una sensazione che non si può capire se non la si prova - spiega Stefano - Inspiegabile l'emozione che ho provato quando la bambina finalmente ha riaperto gli occhi e ha iniziato a piangere, ricominciando così a respirare. Mio figlio, il più piccolo, era molto emozionato e ha avuto tanta paura, mentre Michael e Lukas hanno reagito davvero da adulti".

Curiosa poi una singolare coincidenza che Stefano, insieme alla sorella Ilena, ricorda con dolore: "Nostro padre è morto affogando 15 anni fa sulla spiaggia di Cervia - spiega la zia dei due bambini - e questo episodio per noi, per la nostra memoria e per lui, aveva bisogno di essere espresso. La cosa che ovviamente ci riempie di gioia e orgoglio è che i due bimbi questa volta non siano stati presi dal mare. E' un cerchio che forse un po' si chiude". "Io credo molto nel destino - conclude Stefano - domenica non avremmo neanche dovuto andare al mare lì, è stata una decisione dell'ultimo minuto. E' un segno, si vede che doveva andare così".

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