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L'idea dell'ingegnere sognatore: "Compriamo l'area della Cmc e creiamo un villaggio degli antichi mestieri"

Riccardo Merendi propone di aquistare l'area della storica sede della Cmc di via Trieste in Darsena con l'intenzione di trasformarla in una sorta di 'villaggio degli antichi mestieri'. E cerca altri "sognatori"

Definirlo 'ambizioso' è quasi un eufemismo: il progetto di Riccardo Merendi è quasi utopico. Cosa si propone di fare il 61enne ingegnere faentino, residente a Ravenna da 20 anni? Niente meno che aquistare 'collettivamente' l'area della storica sede della Cmc di via Trieste in Darsena, messa in vendita di recente con l'emissione di un bando privato, con l'intenzione di "salvarla dalla cementificazione" e trasformarla in una sorta di 'villaggio degli antichi mestieri'. Tra le candidate all'acquisto dell'area c'è anche la cooperativa Commercianti Indipendenti Associati (Conad), il cui progetto connette l'area del 'Sigarone' a quella della Cmc con l'obiettivo di "promuovere lo sviluppo commerciale e residenziale".

"L'idea della colletta è nata dalla domanda "cosa potrei fare io per non trovarmi un altro villaggio residenziale e un altro supermercato? - spiega Merendi - Se non vogliamo che l'area della Cmc diventi l’ennesima speculazione edilizia, allora questa è la nostra occasione per fare qualcosa: compriamo noi la Cmc. Io sono disposto a contribuire con qualche migliaia di euro: se la base d’asta è 18 milioni, se saremo una decina di migliaia potremo partecipare. So che le probabilità di riuscita sono quasi nulle, non prendetemi per pazzo: però muoversi verso qualcosa, piuttosto che lamentarsi e basta, mi è sembrata una buona idea. E poi anche Elon Musk, il creatore della Tesla, all'inizio veniva preso per pazzo...".

Nel corso della sua vita, Merendi si è lanciato in diverse esperienze: alla fine degli anni '80 fu tra i primi piloti italiani di mongolfiera, a 20 anni fondò una società di baseball a Faenza e costruì un campo (tutt'ora esistente), ha scritto quattro romanzi e oggi insegna vela. L'ingegnere ora ha concentrato le sue energie su questo progetto creando un gruppo Facebook per raccogliere le offerte, 'Ravenna può', che conta un centinaio di iscritti al momento. "L'idea ha già ricevuto sostegno morale da più parti, e qualcuno ha anche avanzato offerte economiche", spiega il 61enne. Ma cosa potrebbe diventare l'area della Darsena, secondo l'ideatore del progetto? "Un villaggio di antichi mestieri, un parco con botteghe di artigiani: mosaicisti, ceramisti, cestai, lavoratori della canna palustre, falegnami, fabbri, calzolai, filatori e tessitori, orafi… insomma, tutti i mestieri dimenticati che è ora di far tornare in vita. Il tutto senza costruire nulla, ma sistemando quello che c'è già. In più, faremmo avanzare l’eternamente incompiuta riqualificazione della Darsena. Mi sono ispirato un po' a paesi come Grazzano Visconti e a San Marino: è chiaro che qui non è possibile fare un villaggio medievale, ma qualcosa che ricostruisca la tradizione degli antichi mestieri della zona e che possa funzionare come attrazione turistica. Ravenna ha un potenziale incredibile, se fosse in mano a un imprenditore illuminato sarebbe meglio di Las Vegas. Ma purtroppo qui ci sono solo cementificatori...".

Tra i prossimi obiettivi dell'ingegnere c'è quello di trovare un notaio che apra un conto corrente con garanzia di restituzione (nel caso il progetto non andasse a buon fine), ma anche un avvocato e un commercialista che, possibilmente, sposino la causa offrendo gratuitamente la loro collaborazione. "Non c’è più molto tempo (la presentazione delle offerte si chiude il 9 marzo, ndr), ma non ci vuole tanto nemmeno per decidere se rinunciare a una vacanza per diventare comproprietario di un sogno. Ovviamente non chiedo donazioni, ma investimenti: chi crederà nel progetto poi, nel caso andasse a buon fine, parteciperà agli utimi come in qualunque altra società per azioni. Chi crede che l'ex Cmc possa trasformarsi in un polo turistico favoloso ed economicamente vantaggioso, lavori perché l'occasione non vada persa".

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