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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Educatori per disabili nelle scuole, famiglie e sindacati preoccupati: "Destino lavorativo incerto"

Sarebbe a rischio, secondo il consigliere d'opposizione, la continuità del processo educativo, "elemento imprescindibile per realizzare e consolidare l’integrazione scolastica-sociale e l’armonico sviluppo psicofisico dei minori"

È in atto la gara d’appalto per l’integrazione scolastica degli alunni disabili in tutte le istituzioni educative, scolastiche e formative del Comune di Ravenna. Decorrerà da settembre 2018 e avrà una durata di due anni elevabili a quattro. L’importo a base d’asta è di circa 16 milioni e mezzo di euro e il progetto interessa circa 180 minori dai 6 ai 18 anni, assistiti da un’ottantina di operatori. Le sue linee di indirizzo furono approvate dal consiglio comunale il 19 dicembre scorso, col voto favorevole della sola maggioranza.

"L’appalto non è al massimo ribasso, in quanto l’80% del punteggio di gara è attribuito alla qualità del servizio proposto dalle ditte e solo il 20% al prezzo da loro offerto, con esclusione dei prezzi anormalmente bassi - spiega il capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi - È grande, tuttavia, la preoccupazione delle famiglie interessate per un esito della gara che potrebbe sconvolgere il percorso educativo e di vita dei loro figli. La ragione principale riguarda gli educatori che li assistono. Se pure, sulla carta, sono tutelati dalla clausola sociale che ne impone l’assunzione prioritaria da parte dall’eventuale nuova impresa appaltatrice, le modalità organizzative del servizio previste dal contratto non ne assicurano la totale occupazione, tanto meno l’impiego per l’intero anno solare. Oltretutto, il Comune ha declinato ogni responsabilità sulla corretta applicazione della clausola stessa, prestando il fianco alla sua elusione, motivata dalla necessità di un minor numero di personale a seguito della riorganizzazione del lavoro".

Educatori per disabili nelle scuole, il sindacato preoccupato: "Destino lavorativo incerto"

Sarebbe dunque a rischio, secondo il consigliere d'opposizione, la continuità del processo educativo, "elemento imprescindibile per realizzare e consolidare l’integrazione scolastica-sociale e l’armonico sviluppo psicofisico dei minori, grazie alle competenze professionali e alle esperienze maturate dai rispettivi educatori sul campo, in simbiosi con la famiglia, spesso fin dall’infanzia e per interi consecutivi cicli scolastici. La continuità e la salvaguardia professionale degli educatori di riferimento appaiono minate anche da clausole contrattuali che ne sviliscono le condizioni di lavoro e il trattamento. Ad esempio, il prezzo a base d’asta è di 21,43 euro per ogni ora frontale dell’educatore con l’alunno, senza considerare il tempo che egli dedica agli incontri con gli insegnanti, gli specialisti, i consigli di classe etc., alla redazione dei Piani Educativi Individualizzati, all’aggiornamento e alla formazione, ai viaggi d’istruzione coi ragazzi, agli spostamenti tra i vari servizi, senza contare che su tale prezzo grava una serie di costi a carico dell’impresa. Inoltre, l’appalto del servizio si configura per molti aspetti come un appalto di manodopera, essendo gli educatori sottoposti a direttive, condizionamenti e gradimento esterni all’impresa da cui dipendono, senza però il diritto, proprio dei lavoratori somministrati, ad un trattamento economico pari a quello dei colleghi di pari livello dipendenti dal Comune".

Il 25 e 28 maggio scorso, i sindacati Cgil e Sgb hanno rispettivamente chiesto al sindaco un incontro urgente, insieme agli altri sindacati, volto a tutelare la qualità del servizio in questione e le condizioni dei lavoratori. "L’Sgb ha chiesto anche di revocare la gara d’appalto, avvertendo che conterrebbe elementi per essere impugnata in Tribunale da parte di soggetti interessati o partecipanti alla gara - prosegue Ancisi - Appare perciò urgente che il consiglio comunale sia informato di come il sindaco abbia dato o intenda dare riscontro a tali istanze". È quanto Lista per Ravenna pone come oggetto di risposta all'interrogazione, con riserva di trarne elementi di valutazione e di eventuale ulteriore iniziativa.

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