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Domenica, 26 Maggio 2024
Cronaca Lidi ravennati

La spiaggia 'senza padrone': c'è una petizione per l'area cani, ma non si potrebbe nemmeno fare il bagno

Ogni anno migliaia di turisti frequentano la spiaggia nord di Lido di Dante che, però, è di proprietà privata e non ha neanche un servizio di salvataggio

Una situazione al limite del surreale è quella che contraddistingue, ormai da anni, la spiaggia nord di Lido di Dante. Una questione che venerdì pomeriggio è stata portata all'attenzione del Comune di Ravenna tramite la petizione intitolata "Spiaggia cani attrezzata. Una spiaggia cani gestita e riconosciuta a livello internazionale per una offerta turistica localizzata nella spiaggia nord di lido di dante 230 metri fronte mare" e discussa da due commissioni consiliari. Ma la richiesta di costituire un'area cani attrezzata è a monte di una vicenda molto più complessa.

La porzione di spiaggia che va dalla Foce dei Fiumi Uniti al bagno Passatore di Lido di Dante, infatti, non è a oggi proprietà del Demanio, come nella maggior parte delle spiagge italiane, ma di un privato. Un'area perciò dove non solo non è consentita la presenza dei cani, ma dove addirittura si potrebbe impedire lo stazionamento. Tuttavia, ogni anno sono migliaia i cittadini e i turisti che vanno in quella spiaggia dove, tra l'altro, non sarebbe permessa nemmeno la balneazione.

Negli anni sono state trovate alcune soluzioni provvisorie per garantire una fruizione agevole della spiaggia dove, fino al 2015, il Comune aveva in effetti autorizzato un'area cani su terreno privato. Nelle ultime due stagioni estive era invece nato un accordo fra la società che detiene la proprietà dell'area e la Pro Loco per una concessione della spiaggia. Proprio per giungere a una regolamentazione dell'area amata da tanti bagnanti, la comunità di Lido di Dante si è mossa attraverso una petizione, con primo firmatario Andrea Scarabelli, che ha poi raccolto un totale di 352 firme.

"La gente vuole una spiaggia per i propri animali dove si possa stare tranquilli, un'area gestita", afferma Scarabelli, primo firmatario e presidente della Pro Loco di Lido di Dante. Una spiaggia dove, in effetti manca anche il bagnino di salvataggio, creando quindi una situazione di grave rischio per la gente che frequenta il lido. "Situazioni imbarazzanti si sono verificate nel corso di quest'estate. Nei weekend ho ricevuto segnalazioni di tutti i tipi. Anche minacce", aggiunge Scarabelli.

Sull'area non mancano dunque idee e progetti di sviluppo per veicolare anche quello che è un crescente interesse da parte dei turisti per un'area di grande pregio naturalistico. Quella di destinare una porzione di 230 metri di spiaggia ad area attrezzata per gli animali, quindi, è la proposta lanciata attraverso la petizione.

La proprietà e la ridefinizione della costa

Esposta davanti alle commissioni consiliari, la petizione ha scatenato vivaci reazioni. E il motivo è proprio quello che sta alla base: la questione della proprietà dell’area e della ridefinizione della costa. Per il consigliere Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna) "se il mare è avanzato, la proprietà del privato diventa dello Stato". Il consigliere individua quindi due soluzioni: "O il Comune fa un'ordinanza oppure ci dica a che punto è il dialogo con lo Stato per la formalizzazione di questa situazione".

Dello stesso parere anche Pasquale Minichini, esperto di Lista per Ravenna, che da tempo propone una petizione per ripristinare l'area cani. Tuttavia lo stesso Minichini aggiunge: "Non è possibile assegnare un tratto di spiaggia di 230 metri, su un totale di circa 300 metri, ai cani. E le migliaia di bagnanti che la frequentano dove vanno?". L'esponente di Lista per Ravenna evidenzia anche alcuni dubbi sulla sicurezza dell'area, soprattutto in caso di "mareggiate o fiumane", viste le condizioni dell'area golenale.

Tuttavia, "la spiaggia nord a Lido di Dante non è di proprietà comunale, quindi il Comune non ha adito a interventi o programmazioni all'interno di questa area", chiarisce l'assessore al Turismo Giacomo Costantini. Sulla situazione interviene quindi anche Stefano Sirri, presidente della Lido di Ravenna, società proprietaria dell'area da circa mezzo secolo: "La proprietà da 20-30 anni dà tutta disponibilità per fare qualsiasi cosa sulla spiaggia e non abbiamo chiesto un euro - e aggiungendo che si vuole - fare qualcosa di utile per Lido di Dante".

Demanializzazione dell'area: le difficoltà

"L'area cani è un obiettivo strategico per l'assessorato", conviene Costantini, sottolineando però che il contesto si presenta difficoltoso per una "demanializzazione dell'area". La spiaggia nord di Lido di Dante è infatti "una zona che ha vincoli ambientali e di sicurezza idrogeologica - prosegue l'assessore - La spiaggia è privata, non se ne può impedire la fruizione, ma se ne può impedire lo stazionamento. Un'area golenale in cui non si può costruire e nemmeno si possono installare strutture temporanee".

Un procedimento per rendere l'area demaniale è però stato attivato negli anni scorsi. "Stiamo portando avanti un dialogo con la Capitaneria di Porto", conferma Costantini, ma prima servono i pareri anche da parte di altri enti, fra cui il Parco del Delta del Po, l'Agenzia regionale per la Protezione del territorio, e la Regione per quanto riguarda l'area fluviale. Come riferisce anche il dirigente del Comune, Alessandro Martinini, dal 2018 sono iniziate le comunicazioni fra Amministrazione e Capitaneria di Porto, ma "il cambio dei comandanti e il Covid non hanno aiutato un procedimento molto complesso".

Insomma si tratterebbe di un'area su cui un vasto 'cast' di protagonisti deve pronunciarsi e in cui vari elementi devono essere ridefiniti per giungere a una conclusione. Il problema da risolvere, come esprime anche l'assessore Costantini, è quella di una "spiaggia che viene utilizzata, nonostante tutto", una spiaggia sottoposta a una marea di vincoli, ma in cui i turisti si riversano in maniera spesso inconsapevole, considerandolo una spiaggia come tutte le altre.

Poco soddisfatto dall'esito della commissione consiliare è il primo firmatario Scarabelli che sottolinea: "E' una spiaggia a fruizione libera, quando fa comodo, e privata, quando fa comodo". La soluzione per la spiaggia nord di Lido di Dante sembrerebbe quindi ancora molto lontana. "Si sta perdendo tutto - conclude amareggiato Scarabelli - un pezzo di mare bellissimo, che merita di essere fruito nella maniera giusta".

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