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"Basta fingere di non vedere": i ragazzi di Fridays for future piantano alberi contro i cambiamenti climatici

Centinaia di ragazzi hanno portato alberi o arbusti che sono stati piantumati all'interno dello spazio del “Frutteto Sociale” sito dietro le case popolari di via Patuelli a Ravenna

Ha preso il via venerdì mattina la terza mobilitazione indetta dal movimento di “Fridays for Future", che in tutto il mondo sta vedendo milioni di studentesse e studenti scendere in piazza per reclamare impegni per il clima a tutela del futuro del Pianeta. Venerdì centinaia di ragazzi hanno portato alberi o arbusti che sono stati piantumati all'interno dello spazio del “Frutteto Sociale” sito dietro le case popolari di via Patuelli a Ravenna.

"Siamo insieme ai ragazzi e alle ragazze del movimento Fridays for future che venerdì, nell'ambito della mobilitazione internazionale, manifestano a favore dell'ambiente con il bellissimo gesto di piantare alberi e arbusti nel Frutteto sociale di via Patuelli - commenta il sindaco Michele de Pascale, presente all'iniziativa - Questi giovani a Ravenna e in tutto il mondo stanno risvegliando le coscienze di tutti noi, cittadini e amministratori, e ci stanno mettendo davanti alle nostre responsabilità e alle conseguenze che si verificheranno se non verranno presi al più presto provvedimenti seri, in grado di arginare l’impatto dei cambiamenti climatici sul futuro del nostro pianeta. La nuova consapevolezza che sta nascendo ci deve far cambiare velocemente passo. Il Comune di Ravenna ha di recente approvato la "Dichiarazione per emergenza climatica" che contiene precisi impegni per la realizzazione di iniziative volte al contrasto al cambiamento climatico nel nostro territorio. In tutte le scuole superiori italiane si stanno svolgendo migliaia di riunioni, incontri, assemblee, cui partecipano anche le Province, e bene ha fatto il Ministro Fioramonti a sostenere queste iniziative e a incoraggiare docenti e ragazzi a partecipare alla mobilitazione. Ma l’ascolto che dobbiamo a queste ragazze e ragazzi deve tradursi in risposte reali. Il sostegno alla mobilitazione di oggi è doveroso, ma non basta. Servono atti concreti: il l New Green Deal che questo Governo dichiara di volere realizzare nella prossima legge di bilancio deve tradursi in politiche programmatiche di investimenti per lo sviluppo sostenibile. A partire proprio dai luoghi in cui questa generazione si sta formando: partiamo dalle scuole superiori, con un piano di modernizzazione ed efficientamento energetico degli oltre 7.400 edifici scolastici delle scuole superiore. Avanziamo questa proposta prima di tutto al Ministro dell’istruzione, che ha da subito dimostrato grande attenzione a questi temi, e la presenteremo ufficialmente alla riunione dell’osservatorio sull’edilizia scolastica che si terrà la prossima settimana.  È l’impegno che le Province oggi prendono con questi giovani, il nostro messaggio al  Friday for future”.

Cisl

“Cisl Romagna ringrazia i ragazzi del movimento perché stanno scuotendo la politica, l’economia, la società e anche noi sindacati per prendere coscienza che la prima assoluta priorità è la salvaguardia dell’ambiente". Così afferma Roberto Baroncelli, segretario ravennate di Cisl Romagna, partecipando all’evento a Ravenna. “Oggi siamo presenti in piazza a Ravenna al fianco dei giovani, come lo eravamo nel precedente sciopero globale del 24 maggio scorso – aggiunge il segretario - ma non vogliamo rubare la scena e la piena titolarità ai ragazzi e agli studenti. Noi li accompagniamo e siamo a loro disposizione con la nostra attività quotidiana nei luoghi di lavoro e nella contrattazione con le imprese e con le istituzioni. Ora non ci sono più scuse. Anche l’Onu nel suo recente rapporto climatico ha sancito che abbiamo solo 11 anni per intervenire e impedire l’incremento della temperatura oltre 1,5 gradi, altrimenti subiremo degli effetti devastanti dal cambiamento climatico in atto. Questo comporterebbe la perdita di 72 milioni posti di lavoro nel mondo secondo i calcoli del sindacato mondiale, l’Ituc, che ha proclamato già due giornate di mobilitazione globale nei posti di lavoro su questo tema. Il percorso di transizione non è semplice, va guidato e condiviso con chi lo deve sostenere, non è come staccare la spina da una presa e attaccarla a un’altra: sono necessarie scelte legislative e piani industriali che convertano i sistemi produttivi e serve formazione per i lavoratori per non provocare ulteriore disoccupazione. Occorre moltiplicare gli sforzi per trasmettere sempre più una fattiva e responsabile cultura della sostenibilità, un atteggiamento personale così diffuso da diventare finalmente coscienza comune indiscussa. È positivo che la Regione Emilia-Romagna e diverse amministrazioni comunali romagnole abbiano dichiarato lo stato di emergenza climatica: la prima è stata Cesena poi Ravenna e recentemente Rimini. Purtroppo solo Forlì ha deciso diversamente. Questi sono i primi apprezzabili passi della politica, ma chiediamo che siano deliberate anche concrete scelte ecologiche sulla mobilità, sulle infrastrutture e sull’ambiente che porterebbero sviluppo per il territorio e occupazione".

Spi-Cgil

Anche l'assemblea generale delle Leghe Spi-Cgil dell’Emilia-Romagna ha partecipato alla mobilitazione dei ragazzi e delle ragazze di “Friday for future”. "La lotta per salvare il pianeta è anche la lotta per ridurre le disuguaglianze e imporre una più equa distribuzione della ricchezza e delle risorse che consenta a tutti i cittadini e le cittadine del mondo una vita dignitosa. Lo Spi chiede al Governo, alla Regione, ai Comuni di assumere ogni iniziativa possibile per favorire l’economia circolare, contrastare gli sprechi, incentivare un uso corretto delle risorse".

La critica di Lista per Ravenna

"Mentre si svolge, anche a Ravenna, lo sciopero per l’ambiente organizzato dai giovani di “Friday for future”, leggiamo un “siamo con loro” della Giunta comunale di Ravenna marca Pd contraddetto dai fatti di cui Lista per Ravenna è attenta testimone e cane da guardia - critica il capogruppo Alvaro Ancisi - In questi stessi giorni, a Bologna, capitale pidiennina dell’occupazione di suolo, Bonaccini, presidente della Regione, tenta di catturare i Cinque Stelle per farsi rieleggere il 24 gennaio, annunciando una “svolta green”, che ha ottenuto in risposta un duro “basta con le follie cementificatrici senza senso”. Sul quotidiano La Repubblica si è letto una settimana fa che “non si ferma il consumo di suolo in Emilia- Romagna malgrado la legge (della Regione stessa) che dovrebbe portare a saldo zero”. Un rapporto dell’Ispra, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, dimostra infatti che nel 2018 la nostra regione ha consumato 381 ettari di terreno naturale, ponendosi ai primi posti in Italia sui 51 chilometri quadrati di verde cancellati nel Paese: cioè, 14 ettari al giorno e due milioni di tonnellate di anidride carbonica assorbita in meno, oltre a 250 milioni di metri cubi di acqua piovana che ha rigonfiato fiumi e torrenti non potendo essere aspirata dalle falde. Ravenna è al terzo posto in regione tra i capoluoghi di provincia, avendo “bruciato” 11 ettari di terreno vergine. Poco conta la deliberazione del nostro consiglio comunale, approvata martedì scorso, che (nell’annuncio entusiastico della Giunta Pd) “ha consentito di riportare ad agricoli circa 92 ettari di terreni prima edificabili”. Lista per Ravenna, unica voce fuori dal coro dei consiglieri, ha infatti ricordato che tanto improvviso ambientalismo si è dovuto ai proprietari di queste aree agricole, i quali, beneficiati dalle provvidenze urbanistiche edificatorie del Piano Strutturale 2007, hanno dovuto forzatamente rinunciarvi causa la crisi devastante dell’edilizia dovuta ad una folle pianificazione cementizia del suolo ravennate. Altrettanti ettari (esattamente 91) dei pregiati terreni agricoli tra Ravenna e Porto Fuori che Lista per Ravenna ha salvato, combattendo anche in Procura, dall’essere cementificati su una piattaforma di fanghi portuali già avviata, mantengono però ancora la stessa destinazione edificatoria, contro cui continueremo a lottare allo sfinimento. Aderiamo dunque allo sciopero ambientale dei giovani non a parole, ma con le azioni. Non pretendiamo certo di dare risposta alle enormi emergenze planetarie, ma vigiliamo giorno per giorno e ci battiamo, nel nostro piccolo, senza estremismi, ma con la forza della ragione, affinché nel nostro Comune l’ambiente non sia più violentato, bensì rispettato e valorizzato. Abbiamo appena salvato, insieme a 3.640 cittadini e con l’adesione anche dei giovani di “Friday for future”, il parco del quartiere Nullo Baldini, del quale era ai nastri l’abbattimento per costruirvi una nuova scuola possibile altrove senza problemi. Abbiamo appena finito di raccogliere tutti gli elementi della conoscenza e dell’intelletto utili per impedire che altrettanto si faccia, insensatamente, nel parco di San Michele. Questi sono i nostri modesti, ma reali contributi alla “svolta green” che s’impone irreversibile in ogni parte del mondo".

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