Cronaca

Due morti sul lavoro in 24 ore: anche i lavoratori marittimi in sciopero

In segno di solidarietà con i familiari delle vittime e di protesta per le morti sul lavoro, oltre ai terminalisti del porto anche i lavoratori marittimi incrociano le braccia

Nella giornata di giovedì un lavoratore di 44 anni di nazionalità egiziana ha perso la vita a causa di un'esplosione sulla nave Argo I al largo della costa di Ravenna, mentre nella stessa mattinata la stessa sorte era toccata a Hysa Bujar, operaio di 63 anni morto schiacciato da un coil presso il Centro Servizi dello stabilimento Marcegaglia di Ravenna. In segno di solidarietà con i famigliari delle vittime e di protesta per le morti sul lavoro venerdì viene proclamato uno sciopero dai sindacati che coinvolge, oltre ai terminalisti del porto, anche i lavoratori marittimi fino alle ore 24.

"Nei prossimi giorni proporremo al Prefetto di Ravenna e agli altri attori istituzionali ed economici del porto atti concreti per: potenziare la prevenzione degli infortuni nel porto, aumentare i controlli e la repressione degli illeciti riguardanti sicurezza del lavoro, l’applicazione dei contratti e normativa ambientale" lo dichiarano Marcello Santarelli di Filt Cgil, Fabrizio Prioretti di Fit Cisl e Rino Missiroli di Uiltrasporti.

"Dall’agosto del 2020 - proseguono i sindacati - sono 3 gli infortuni mortali che hanno interessato questo porto, parallelamente abbiamo assistito ad una guerra delle tariffe tra gli operatori economici che vede svantaggiate proprio quelle aziende che si attengono alle normative del lavoro, della sicurezza e ambientali. Una sana competizione tra le aziende non può essere giocata sulla pelle dei lavoratori e a discapito dell’ambiente. Occorre fare una scelta di sistema mettendo bene in chiaro quale è il porto del futuro che la città, le istituzioni e le associazioni delle imprese pensano".

"Per noi la scelta è chiara ed univoca - concludono i rappresentanti sindacali - vogliamo un porto che fa degli investimenti, di processi e servizi logistici avanzati e di maggior marginalità il proprio obiettivo di competitività nazionale ed internazionale, dove il lavoro, la sicurezza e la sostenibilità ambientale sono un fattore di competitività e di crescita e non un fattore di costo da comprimere".

Fim Cisl: "La sicurezza non è più contrattabile, servono controlli maggiori"

Venerdì il Consiglio Generale della Fim Cisl Romagna, riunitosi presso la sede dello Ial di Cesenatico, oltre ai temi all'ordine del giorno ha affrontato il tema della sicurezza sul lavoro. “Già il 27 maggio avevamo proclamato alla Marcegaglia di Ravenna uno sciopero per far capire l’importanza della sicurezza sui luoghi di lavoro -afferma il Segretario generale della FIM CISL Romagna Davide Tagliaferri- e oggi lo sciopero  su tutti i turni in seguito ai due terribile infortunio mortale avvenuto ieri. La sicurezza non è più contrattabile, servono controlli maggiori ed una forte penalizzazione per le aziende che non rispettano i protocolli”.

“Il Consiglio Generale – afferma il Segretario generale della Fim Cisl Romagna Davide Tagliaferri - si è fatto carico di un impegno sempre più incisivo del sindacato e dei delegati sindacali nelle aziende. Agire concretamente  e tempestivamente sui problemi nelle aziende, costringendole a definire interventi risolutivi in modo condiviso e strutturato”. 

“L'impegno è quello di intervenire in tutte le aziende anche per contrastare gli effetti della ormai eccessiva frammentazione del mondo del lavoro che ha portato ad avere "aziende nelle aziende", tramite il sistema degli appalti e dell'uso spesso esagerato di lavoro in somministrazione. Questo situazione- sottolinea Tagliaferri-   spesso causa modalità  di lavoro differenziato con turni più pesanti di lavoro,  scarsa attenzione alla formazione e alla prevenzione, senza contare le condizioni economiche più svantaggiate”.

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