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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Cronaca

Rigassificatore, parte da Punta Marina la petizione: "Enorme impatto ambientale e danno d'immagine"

I promotori della petizione: "Non è assolutamente accettabile pensare ad ulteriori e pesanti danni economico, sociali, ambientali e occupazionali che potrebbero derivare dal rigassificatore"

Luci e ombre, dubbi e pareri positivi accompagnano il progetto del rigassificatore che dovrebbe trovare casa al largo della costa ravennate nel prossimo futuro. Ed è proprio da Punta Marina, località di fronte alla quale dovrebbe ormeggiare il rigassificatore che si levano nuove voci contrarie, che si aggiungono a quelle di Italia Nostra e del professore dell'Unibo Vincenzo Balzani. Parte infatti una petizione popolare che verrà esposta sabato alle 10 di mattina presso la sede della Pro Loco di Punta Marina. Una raccolta firme che poi proseguirà sia in forma cartacea che on line sulla piattaforma Change.org.

Nella presentazione della petizione, diretta al sindaco di Ravenna, i promotori spiegano le ragioni della propria contrarietà al progetto del rigassificatore galleggiante: iniziando da "l'enorme impatto visivo e ambientale che produrrà la nave rigassificatrice (FSRU) ormeggiata al terminale 'PIR', che si trova in mare a circa 8 chilometri di distanza da Punta Marina Terme e di altri lidi ravennati" e aggiungendo che "Ravenna è il comune d'Italia con il più alto numero di impianti a rischio incidente rilevante".

Non solo, a preoccupare è anche "la costruzione di una centrale di trattamento gas con fiaccola a poche centinaia di metri da Punta Marina Terme, grandi aree di Riserva Naturale dello Stato, Rete Natura 2000, Parco del Delta del Po, residenziali e turistiche". I promotori prendono in considerazione "l'inquinamento acustico e ambientale che presumibilmente produrrà la torcia della centrale e l'impatto visivo/ambientale - e sottolineano - viviamo e lavoriamo a pochi chilometri dall'enorme area occupata da un importante polo portuale, industriale e chimico che produce economia e purtroppo problemi di inquinamento ambientale, acustico, odorigeno, di sanità pubblica, che non dovrebbe prevederne ulteriore espansione, semmai una riduzione degli impianti, dove possibile, e rinnovamento di quanto presente".

A questo si somma "il probabile danno d'immagine, immobiliare, economico che ne seguirà per le cause sopra citate, i pericoli che ne potrebbero derivare". La petizione mette poi in rilevo che il rigassificatore "opererà all'interno di in una ZTB (zona di tutela biologica) marina di circa 20 mila ettari e a poche miglia da siti marini Rete Natura 2000, ed è previsto sversamento di cloro in mare dal ciclo di raffreddamento".

"Visto il grave stato di crisi economica in atto, che purtroppo si pensa non possa migliorare in un prossimo futuro, le enormi difficoltà che stanno affrontando famiglie, lavoratori e imprenditori, che non è assolutamente accettabile pensare ad ulteriori e pesanti danni economico, sociali, ambientali e occupazionali che potrebbero derivare da questo progetto - concludono i promotori della petizione precisando che - non dicono no al rigassificatore, ma no a questo progetto".

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