Mattarella ricorda Zaccagnini rivolgendosi ai giovani: "Valori e ideali per evitare di inaridirsi"

Il Presidente della Repubblica ricorda l'amico a 30 anni dalla sua scomparsa: "C'era un'autenticità nelle sue parole e nei suoi comportamenti, era credibile quando parlava di fondamento etico dell'impegno politico"

Pala de Andrè strapieno. Su uno spalto migliaia di studenti, sull'altro persone di ogni età - tra cui anche membri di Coldiretti col fazzoletto giallo e verde al collo e una ventina di scout. Tra le prime file tante autorità locali e nazionali, tra cui diversi sindaci da tutta la Regione, i figli di Zaccagnini Livia, Carlo e Giovanni, il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Dario Franceschini, l'ex presidente del Consiglio e della Commissione Europea Romano Prodi, l'ex presidente della Camera Pierferdinando Casini, il Ministro Graziano Delrio, l'ex presidente del Pd Rosy Bindi, l'ex presidente della Regione Emilia-Romagna e parlamentare di Liberi e Uguali Vasco Errani, il presidente dell'Abi Antonio Patuelli e l'ex segretario del Partito Popolare Italiano Pierluigi Castagnetti, il questore della Camera dei deputati Francesco D’Uva e il questore di Ravenna Loretta Bignardi, il prefetto Enrico Caterino, monsignor Lorenzo Ghizzoni, la consigliera regionale Manuela Rontini , il senatore Stefano Collina, il deputato Alberto Pagani e l'assessore regionale al turismo Andrea Corsini.

Schieramenti di Forze dell'ordine e numerose squadre sportive, tra cui il Ravenna calcio e il Ravenna volley. Decine e decine di giornalisti e cameraman, in trepidante attesa per l'arrivo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia in ricordo di Benigno Zaccagnini - tra i fondatori ed ex segretario della Democrazia Cristiana e figura di spicco, come parlamentare e ministro del Lavoro e dei Lavori Pubblici, nella storia politica italiana e ravennate - nel trentesimo anniversario della sua morte. Il sindaco Michele de Pascale si aggira tra la folla salutando tutti, visibilmente emozionato, reggendo in mano una copia del libro "Lavorare d’impegno. Benigno Zaccagnini e la città di Ravenna", che verrà presentato sabato 16 novembre al Teatro Alighieri.

L'introduzione della mattinata - mentre sul tetto del palazzetto batte una pioggia scrosciante - spetta al coro "Libere Note" delle scuole primarie Pascoli e Mordani dell’istituto comprensivo Novello, diretto da Catia Gori, con una ventina di bambini comprensibilmente emozionati sul palco in grembiuli bianchi e azzurri a intonare l'Inno di Mameli. Il presidente Mattarella, che ha fatto il suo ingresso con cinque minuti d'anticipo rispetto all'orario programmato acclamato con un lungo applauso, li osserva sorridente a fianco del Ministro Franceschini.

VIDEO - Mattarella a Ravenna per Zaccagnini: i bambini sul palco intonano l'Inno di Mameli

Un lunghissimo applauso accoglie poi sul palco il Presidente Mattarella, in arrivo al palazzetto dopo una visita privata al cimitero ravennate, che inizia subito ricordando la vedova di Zaccagnini, Anna, scomparsa ad agosto. "Vorrei sottolineare come sia di grande valore che Ravenna ricordi Zaccagnini a 30 anni dalla sua scomaprsa, per il legame così forte che vi era tra Zaccagnini e il suo territorio. C'era del fascino in questo legame così stretto con la sua città e nella sua apertura verso l'altrove, verso ogni altra realtà. Nella veglia improvvisata di 30 anni fa, la notte prima dei funerali di Zaccagnini, qui a Ravenna, in quelle ore notturne illuminate dalle parole del Vescovo di allora Ersilio Tonini, vi erano tanti ravennati e tante persone da ogni parte d'Italia, giovani e meno giovani, perchè percepivano un'autenticità nelle parole e nei comportamenti di Zaccagnini, che era credibile quando parlava di fondamento etico dell'impegno politico. Ricordo, avendo avuto il privilegio di frequentarlo per diversi anni, il suo sorriso, che esprimeva il suo animo, la sua apertura e disponibilità, la sua attitudine al dialogo e al confronto, era la stessa condizione che gli faceva sviluppare amicizie profonde e autentiche, come quella con Arrigo Boldrini. Ricordo quando nel congresso fu riconfermato segretario: alla proclamazione non c'era, era partito veloce per Ravenna perchè era morto un suo amico; questo rifletteva il senso d'umiltà profondo che lo muoveva, perchè la politica non può essere disumana".

Mattarella ricorda poi alcune parole dell'ultimo discorso pubblico di Zaccagnini: "Parlò del dovere di offrire ai giovani un orizzonte di ideali, una prospettiva di valori per evitare, cosi disse, l'inaridimento: inaridirsi è il pericolo che si corre, è un messaggio forte per il nostro momento presente. Io rappresento tutte le opinioni, le ideologie e le correnti del nostro paese; questo non mi impedisce di sottolineare in ognuna di essere il loro carattere, e questo messaggio di Zaccagnini è in fondo il messaggio di fondo del cattolicesimo-democratico che ha visto in Zaccagnini una figura esemplare, vivendo la sua profonda fede cristiana in maniera semplice, autentica, laica, con un atteggiamento che lo accumona a persone come Sturzo, De Gasperi, Moro, che non è una rinuncia alle proprie opinioni ma, al contrario, è la ricerca con tutti gli altri del bene comune. E questo è quello che, al di là di opinioni e fedi, Zaccagnini ha fatto per tutta la sua vita, e per questo gli siamo fortemente riconoscenti".

Il sindaco: "La lotta per la liberazione rischia di non essere percepita dalle nuove generazioni"

Prima di Mattarella il primo a prendere la parola, facendo gli onori di casa, è stato De Pascale: "Non sono per nulla stupito dalla grande partecipazione di oggi, perchè l'affetto che la nostra comunità nutre nei confronti di Zaccagnini non poteva che dare una risposta del genere. Sono grato di cuore alla famiglia Zaccagnini, perchè fatichiamo tutti a capire quanto sia difficile tenere insieme un ricordo privato e di famiglia con un ricordo istituzionale; ma in questo caso non credo che siamo di fronte a momento istituzionale, perchè i tanti sentimenti della nostra comunità sono parte di un affetto diffuso nei confronti di Zaccagnini e del suo lascito, per ciò che rappresenta per gli oltre mille studenti che abbiamo con noi oggi".

Il sindaco si è rivolto poi direttamente ai tanti studenti presenti nel palazzetto: "La lotta per la liberazione a cui Zaccagnini diede un contributo deteminante, in termini di pensiero e azione, corre il rischo di essere difficilmente percepita dalle nuove generazioni, che non hanno più una testimonianza diretta di ciò che è accaduto e del valore della libertà. La libertà è uno di quei valori di cui si percepisce l'importanza soprattutto quando se ne viene privati. In un piccolo grande passaggio della biografia di Zaccagnini, c'è un parallelo con la vita di tutti voi, con la vita della vostra generazione. Immaginate, ragazzi, di tornare a casa da scuola veniste a sapere che vostro padre ha perso il lavoro perché non condivideva una determinata idea politica (come il padre di Zaccagnini, ferroviere licenziato per essersi rifiutato di prendere la tessera del fascismo, ndr).; poi crescendo dopo esservi diplomati, laureati a Bologna in Medicina, tornate nella vostra città, a Ravenna, per fare ciò per cui avete studiato e per cui una persona vive, costruirsi una famiglia, realizzare i propri obiettivi, vivere nella pienezza della libertà e del tempo che si sta vivendo. E invece questo vi viene privato, per la tragedia della guerra, per la tragedia della perdita della democrazia, e allora giovani uomini e giovani donne decidete di non accettate questo giogo, questo vincolo che era imposto all'Italia, vi ribellate e combattete per ridare libertà e dignità al nostro paese. Erano ragazzi come voi, e quella generazione si è occupata non solo di ridarci la libertà, ma anche di ricostruire l'Italia. Quasi tutti i progetti più importanti che hanno riguardato la nostra città hanno avuto la firma discreta e sobria di Zaccagnini: la grande industria, il porto di Ravenna che ancora oggi dà lavoro a tante persone, l'energia e la chimica; se oggi tanti genitori tornano a casa la sera con un lavoro, è merito anche dell'impegno di Zaccagnini. Ma anche l'attenzione all'ambiente, con la legge Zaccagnini per il dissesto idrogeologico, e l'impegno per la cultura, tutti ricordiamo il suo intervento sul valore architettonico della tomba di Dante. Grazie Zac, grazie Ravenna, viva l'Italia!".

De Pascale ha poi passato il microfono a Guido Formigoni, docente di Storia contemporanea all'Università Iulm, che ha tracciato un profilo storico-biografico di "Tommaso Moro", nome di battaglia di Zaccagnini, attraverso le vicissitudini di quegli anni affrontate sempre con mitezza, sobrietà e profonda attenzione e rettitudine. E’ stata quindi proiettata una sintesi del documentario di Giuseppe Sangiorgi sulla vita di Benigno Zaccagnini, prodotto da Rai Cultura, la cui versione integrale andrà in onda lunedì sera alle 21.10 su Rai Storia (canale 54).

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