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Situazione gravissima al pronto soccorso, l'appello del sindaco: "Andiamoci solo se necessario"

"I medici e gli operatori sanitari stanno facendo veri e propri miracoli, dopo un anno di sacrifici enormi, fronteggiando uno sforzo di risposta smisurato e senza paragoni"

Da anni il pronto soccorso di Ravenna vive forti criticità, che in questi giorni sono diventate gravissime. Lo aveva spiegato, a novembre, anche il direttore generale dell'Ausl Tiziano Carradori, ammettendo che "il pronto soccorso ravennate è un punto debole dell'azienda sanitaria. Tutti i pronto soccorso sono sottoposti alla pressione della pandemia, ma il nostro sconta delle debolezze logistiche e anche difficoltà di ricovero".

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"Per questo mi sento di scusarmi a nome di tutti, con i tanti cittadini e cittadine ravennati che stanno vivendo pesanti disservizi - spiega ora il sindaco Michele de Pascale - I medici e gli operatori sanitari stanno facendo veri e propri miracoli, dopo un anno di sacrifici enormi, fronteggiando uno sforzo di risposta smisurato e senza paragoni. Lunedì Carradori è stato in pronto soccorso a Ravenna per fornire nuove direttive e, oltre agli ulteriori spazi già messi a disposizione, a breve ne saranno aggiunti anche altri. Con la direzione c'è sintonia e so che ha ben chiaro che questa è una priorità assoluta, ma mi sento di esortare tutta la dirigenza dell'Azienda Usl della Romagna a mettere in campo ulteriori soluzioni a brevissimo termine, oltre a programmare le soluzioni strutturali a cui so si sta lavorando. Vanno anche messi celermente a disposizione ulteriori posti letto in area internistica, al fine di poter ricoverare chi lo necessita".

"Mi sento però anche in dovere di rinnovare un appello, forse impopolare, ma sincero al senso di responsabilità di ciascuno e ciascuna di noi - lancia il monito il primo cittadino - In questo momento così difficile, rivolgiamoci al pronto soccorso solo laddove realmente necessario; per tutto ciò che non è prestazione da pronto soccorso utilizziamo invece i canali corretti attraverso il proprio medico di medicina generale, la continuità assistenziale, la rete delle case della salute dove presenti sul territorio e le prenotazioni tramite cup. Sappiamo tutti che una parte degli accessi in pronto soccorso è impropria e, oltre a ingolfare il sistema, questo mette anche a rischio ingiustificato chi vi si rivolge. Sarebbe un comportamento da tenere sempre, ma che in questi giorni difficili può davvero fare la differenza per la nostra comunità e per la salute di chi ha veramente bisogno di cure urgenti”.

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